Serie B Eurobet – La corsa continua. E noi continuiamo a parlarne grazie a Tifosi si Nasce

Il rigore di Coralli contro il Padova (fonte: it.eurosport.yahoo.com)

Il rigore di Coralli contro il Padova (fonte: it.eurosport.yahoo.com)

Il campionato di Serie B Eurobet inizia, con calma, ad entrare nella su fase calda. Il Lanciano non molla il colpo, Siena e Crotone vanno avanti a suon di gol, Juve Stabia e Padova arrancano sul fondo della classifica. Per ora.

Io, come sempre, ne parlo sulle pagine del blog Tifosi si Nasce. I resoconti hanno la cadenza regolare di uno ogni tre giornate di campionato.

Buona lettura.

Per quanto riguarda gli aggiornamenti di questo blog, mi rendo conto di essere un po’ cazzaro e molto cazzone. Gli impegni sono molti e il tempo poco, ma garantisco che la voglia di portare avanti il progetto è molta.

Fateci visita ogni tanto. Nuovi contributi arriveranno presto.

Un saluto.

Gli impresentabili – Treviso a cattivo gioco

Bepi da Preganziol

Bepi da Preganziol

La Serie A all’improvviso, quando meno te lo aspetti. Quasi tutti i tifosi sono concordi nel ritenere che i successi più belli siano quelli non pronosticati, arrivati a sorpresa. Per dirla schietta: secondo voi hanno goduto di più i tifosi greci per l’Europeo del 2004 o quelli spagnoli per l’edizione del 2012? Chiaro, no?

A volte però l’effetto sorpresa può trasformarsi nel più doloroso dei boomerang. Ne sanno qualcosa a Treviso…

L’anno di grazia è il 2005. Il Treviso è in Serie B e gioca un onorevole campionato. L’inizio è difficile. Sotto la guida di coach Giancarlo D’Astoli i biancoazzurri fanno fatica e conquistano solo 5 punti in 9 partite. Scontato l’esonero. A subentrare è Giuseppe Pillon, per tutti Bepi. Segni particolari: baffo d’assalto. È un personaggio conosciuto sulle rive del Sile. È nato a Preganziol, a pochi kilometri dalla città, e ha già giocato e allenato all’Omobono Tenni.

Con lui la squadra si riprende e si toglie parecchie soddisfazioni. A fine anno la classifica vede nell’ordine: Genoa, Empoli, Torino, Perugia, Treviso e Ascoli. Le prime due vanno dirette in A, le altre si giocano i playoff.

Un 11 di quella stagione

Un 11 di quella stagione

Nella Marca, visto come si erano messe le cose, son già contenti così e nessuno si dispera troppo quando il Perugia li batte sia all’andata che al ritorno. Gli umbri vanno in finale contro il Torino, ma hanno la peggio dopo un soffertissimo doppio scontro.

Bene, promosse sono quindi Genoa, Empoli e Torino. Ehm…non proprio. Poco dopo la fine del campionato scoppia la bomba. Alcune indagini portano alla luce un tentativo di addomesticamento dell’ultima partita di campionato del Genoa contro il Venezia. I grifoni vengono retrocessi all’ultimo posto e finiscono in C1.

Va bene, ok, nessun problema. Le promosse sono Empoli, Torino e Perugia, ripescato dopo la finale persa. Ehm…non ancora. Sia i piemontesi che gli umbri si trovano in condizioni economiche disastrose e falliscono. Ergo, diventa automatico il ripescaggio per Ascoli e Treviso.

Lo sloveno di belle speranze

Lo sloveno di belle speranze

Peccato che tra un ricorso e l’altro l’ufficialità della cosa arrivi solo il 16 agosto, a neanche due settimane dall’inizio del campionato. Il presidente Ettore Setten e i dirigenti devono fare autentiche acrobazie di mercato per allestire una squadra all’altezza. Sulla carta i giocatori buoni arrivano. Tra gli altri ci sono i gemelli Filippini, Pinga, Andrea Dossena, Dino Fava e un giovane portiere sloveno di belle speranze, tale Samir Handanovic.

Tutto molto bello, ma la coesione di gruppo, in soli 10 giorni, è dura da trovare per il tecnico Ezio Rossi. Ezio Rossi? E il Bepi da Preganziol? Si è trasferito ad ovest, sulla panchina del Chievo. E verrà molto rimpianto.

Arriva il fatidico giorno. La prima giornata è in trasferta. Non una trasferta banale, ma a San Siro, contro l’Inter. Al centro dell’attacco dei nerazzurri c’è il brasiliano Adriano, ancora Imperatore con la I maiuscola e quel giorno, sfiga!, più in forma del solito. Ne fa 3 e tutto il Treviso, in particolare lo sloveno di belle speranze che sta in porta, passa una giornataccia.

In città comunque si respira entusiasmo e soddisfazione. I media sembrano di colpo accorgersi della Marca e del suo movimento sportivo. Treviso viene proclamata la capitale italiana dello sport, essendo all’epoca l’unica città a vantare una compagine nelle massime serie dei quattro sport di squadra più popolari in Italia, ossia calcio, basket, volley e rugby.

L'Omobono Tenni

L’Omobono Tenni

E poi, vabbè, l’inizio è stato duro, ma c’è tempo per riprendersi e si può puntare forte sul fattore campo. Ehm…sì, ma anche no. Il Tenni è un catino da 7.000 e rotti posti, situato poco fuori le mura della città. Non bellissimo, a dir la verità, ma raccolto, caldo, appassionato. Ma per la Lega Calcio non è a norma. Tocca traslocare, almeno per il tempo necessario a metterlo in ordine.

Si finisce a Padova che non è come per il Pisa andare a giocare a Livorno, ma non è neanche essere ospiti a casa di amici. L’esilio dura fino al 23 ottobre.

Le cose sul campo, quale esso sia, vanno maluccio. Le prime 5 partite sono tutte sconfitte. Qualche pareggio che fa morale, poi alla nona giornata arriva la prima storica vittoria in Serie A, 2 a 1 alla Reggina in trasferta. Autori dei gol, Francesco Parravicini e Gigi Beghetto, storico capitano ricordato ancora con affetto dai tifosi.

Si pensa alla riscossa, ma la squadra arranca ancora. Ezio Rossi viene silurato e la dirigenza riprova la carta dell’enfant du pays, che tanto bene aveva funzionato l’anno prima, chiamando il trevigiano Alberto Cavasin. Il nuovo tecnico coglie 5 punti nelle prime 5 partite, grazie anche alla seconda vittoria stagionale, 2 a 1 contro il Lecce. Poi però è di nuovo pianto e stridore di denti.

L'idolo Gigi Beghetto

L’idolo Gigi Beghetto

A gennaio si tenta il colpo di coda sul mercato. L’acquisto principale è Walter Baseggio, centrocampista belga di padre trevigiano, bandiera dell’Anderlecht e con buona esperienza internazionale. Arrivano anche giocatori del calibro di Christian Maggio e Marco Borriello. Solo che sono qualche anno distanti dai loro periodi migliori.

Dopo la 26esima giornata salta anche Cavasin e a sostituirlo arriva Diego Bortoluzzi. Anche lui della Marca, di Vittorio Veneto. Non si sa mai…

Il 2 aprile arriva uno dei momenti più alti della stagione. In un Tenni gremito, il Treviso strappa con orgoglio un punto alla fortissima Juventus di Capello, bloccandola sullo 0 a 0. Una settimana dopo però arriva un’altra sconfitta. Al San Filippo di Messina finisce 3 a 1 per i padroni di casa. È il risultato che certifica, con 5 giornate d’anticipo, la retrocessione in Serie B dopo una sola stagione.

Le ultime partite sono semplice accademia, ma all’ultimissima giornata arriva l’ormai inutile terza vittoria, contro l’Udinese, anche questa per 2 a 1.

Alla fine è ultimo posto con 21 punti conquistati, frutto di 3 vittorie, 12 pareggi e ben 23 sconfitte. Le reti fatte sono 24 (il peggiore attacco del campionato), quelle subite 56 (risultato neanche tanto brutto, visto che ben sei squadre fanno peggio).

Bene, quindi le retrocesse sono Treviso, Lecce e Messina.

C'era anche Reginaldo quell'anno a Treviso

C’era anche Reginaldo quell’anno a Treviso

Ehm, forse…l’8 maggio 2006 scoppia Calciopoli. In un primo momento la giustizia sportiva manda in Serie B Juventus, Lazio e Fiorentina, salvando quindi le tre retrocesse.

Ci risiamo, pensa qualcuno.

Poi però i verdetti vengono mitigati e ad andare in B è solo la Juve. Rimane in A solo il Messina.

Il Treviso deve retrocedere sul serio.

Visto i precedenti, forse è meglio così.

 

 

Serie B 2012-2013 – Proviamo a spiegarla in 5 punti

Una manita di considerazioni sulla Serie B, aspettando i playoff.

  • Nereo Bonato

    Nereo Bonato

    Delle due promosse abbiamo già parlato, soprattutto del Verona, ma qualcosa possiamo ancora dire. Hanno avuto un campionato simile, con squadre costruite per primeggiare e che hanno rispettato il pronostico. Entrambe hanno alle spalle società solide. Non saranno di passaggio in Serie A.

    Gli ambienti e i background storici sono molto differenti. Verona è una città di più di 200.000 abitanti che adora da sempre la sua squadra, anche in virtù di risultati storici del passato.

    Sassuolo arriva a malapena a 40.000, giocherà per la prima volta in A e fino a dieci anni fa annaspava in C2. Come ha dichiarato in una recente intervista Francesco Magnanelli, perno del centrocampo neroverde, all’epoca della promozione in C1 la gente guardava festeggiare i calciatori per strada come se fossero alieni.

    Questi due mondi hanno però un trait d’union: Nereo Bonato. L’attuale direttore sportivo del Sassuolo è veronese e, dopo aver contribuito alla promozione in B degli emiliani, aveva provato a risollevare anche le sorti squadra della sua città. I risultati furono discutibili e fu inevitabile il divorzio e il ritorno al vecchio amore. Nonostante i tifosi i gialloblu non lo ricordino proprio con affetto, lui è senz’altro l’uomo più felice del mondo per l’epilogo di questa stagione.

  • Francesco Tavano e Massimo Maccarone, coppia gol empolese

    Francesco Tavano e Massimo Maccarone, coppia gol empolese

    Sono stati a lungo a rischio, ma alla fine i playoff si giocheranno. Come al solito sono un grande incrocio di storie. La prima semifinale vede di fronte Livorno e Brescia. Gli amaranto sono ovviamente favoriti. Per un soffio non hanno centrato la promozione diretta e non hanno niente da invidiare a Verona e Sassuolo. Il Brescia in regular season ha fatto 18 punti in meno. È una squadra rognosa, un manipolo di giovani guidati da qualche vecchia volpe e un tecnico in gamba come Calori.

    Molto interessante sarà anche l’altra semifinale, Novara-Empoli. Campionati simili, i loro. Entrambe erano partite male, malissimo. Sembrava che l’unico obiettivo stagionale dovesse essere la salvezza. Invece non è stato così, grazie a strategie differenti, per certi versi opposte.

    I toscani dopo 9 partite avevano totalizzato solo 4 punti. Mister Maurizio Sarri, reduce da avventure poco entusiasmanti su altre panchine, pareva avere le ore contate. La società però ci ha creduto e non lo ha esonerato. Lui è stato bravo a riprendere in mano la situazione e ha rilanciato la squadra grazie ai gol del trio Tavano-Maccarone-Saponara.

    Brutto anche l’inizio dei piemontesi. Dopo 12 giornate i punti erano solo 10. Inevitabile e doloroso l’esonero per Attilio Tesser, l’artefice del doppio salto dalla C alla A. Dopo il breve interregno di Giacomo Gattuso è stato chiamato Alfredo Aglietti. Da qui è iniziata la rincorsa. Il protagonista? Pablo Gonzalez, sugli scudi con 14 gol e 20 assist. Ah, che squadra allenava Aglietti fino all’anno scorso? L’Empoli, mi pare ovvio…

  • Piero Camilli, il turbolento presidente del Grosseto

    Piero Camilli, il turbolento presidente del Grosseto

    Capitolo retrocessioni. Il Grossetto, vista la penalizzazione, sembrava spacciato e in effetti non ha mai lasciato l’ultima posizione. Nota di merito per il patron Camilli. Per non cadere nell’ovvietà eviterò di dire che è lo Zamparini della B, ma i numeri sono impietosi: 4 allenatori cambiati con Francesco Moriero che ha iniziato e finito.

    La Pro Vercelli ha purtroppo dimostrato che il romanticismo nel calcio non è tutto. Rivedere le Bianche Casacche ad un livello così alto è stata una bella emozione. La storia gloriosa di questo club si percepisce anche a distanza di decenni. Peccato non serva a vincere le partite.

    Altra retrocessione è quella dell’Ascoli. I bianconeri si sono visti esplodere in casa l’attaccante Simone Zaza, ma questo non è bastato per evitare di salutare la cadetteria dopo dieci anni e 2 stagioni giocate anche in Serie A. L’alternanza in panchina tra Silva e Pergolizzi non ha aiutato.

    Infine il Vicenza. I biancorossi retrocedono per il secondo anno di fila e questo è un piccolo record. Tornano in C dopo vent’anni e due ripescaggi che hanno scongiurato che questa eventualità si verificasse prima. Oh, visto i tempi che corrono non mi meraviglierei succedesse di nuovo, ma se la squadra rimane con questa ossatura si rischia il tris…

  • Un'esultanza dei giocatori del Lanciano

    Un’esultanza dei giocatori del Lanciano

    Podio di sorprese al netto di quanti abbiamo già parlato. Il Bari partiva da una penalizzazione pesante, ma la cosa non ha affossato la banda di Torrente. Campionato straordinario per le premesse e i mezzi a disposizione.

    Si può dire lo stesso anche del Lanciano. In estate erano dati da tutti come spacciati, ma il campo ha raccontato un’altra storia. Capolavoro di mister Gautieri che si lancia così verso nuove panchine, forse in Serie A.

    Ottimo campionato anche per un’altra neopromossa, la Ternana. Mimmo Toscano, anche lui tecnico che meriterebbe una prova nei piani alti, ha costruito la sua squadra su un reparto arretrato rocciosissimo (solo 38 gol al passivo, seconda difesa del campionato) e ha conquistato una salvezza che in alcuni momenti profumava di qualcosa di più.

  • Marco Sansovini, il miglior giocatore della stagione dello Spezia

    Marco Sansovini, il miglior giocatore della stagione dello Spezia

    Per bilanciare, ecco tre grandi delusioni. La più grande di tutti, inutile nascondersi, è lo Spezia. In estate sembrava dovesse ammazzare il campionato. Già in autunno si capiva che, nonostante il mercato sontuoso, non sarebbe accaduto. In primavera si è rischiato addirittura di essere risucchiati nella lotta per non retrocedere. Quest’anno è andato così. Ma di sicuro un uomo ambizioso come il patron Volpi non sopporterà un’altra stagione simile.

    Un discorso simile si può fare anche per il Padova. Con l’ingaggio di Fulvio Pea i biancoscudati sembravano essersi assicurati il top per la panchina. Poi però qualcosa non ha funzionato, Pea è andato e tornato, ma ormai i giochi erano fatti. I giocatori buoni ci sono. Qualcosa va cambiato, ma la base c’è. Ma ci vuole calma all’Euganeo.

    Si è sciolto sul più bello invece il Varese. I lombardi erano diretti verso la terza partecipazione consecutiva ai playoff. Poi il crollo finale, costato la panchina a Castori. Dopo il due non c’è stato il tre. O è solo rimandato?