Serie B Eurobet – I giochi si delineano e le panchine scottano sempre di più

Fulvio Pea riparte dalla Juve Stabia. Missione Impossibile? (fonte: napoli.repubblica.it)

Fulvio Pea riparte dalla Juve Stabia. Missione Impossibile? (fonte: napoli.repubblica.it)

Prosegue senza soste la collaborazione con gli amici di Tifosi si Nasce, alla scoperta del fantastico mondo della Serie B.

Dopo 15 giornate la classifica inizia ad avere una forma definita, sebbene faccia ancora fatica a spuntare una squadra capace di imporsi con forza sulle altre.

Intanto, nella “migliore” tradizione italiana, molti allenatori pagano dazio per i risultati non soddisfacenti delle loro compagini.

Per approfondire tutti questi temi, vi rimando all’articolo completo.

Come sempre, buona lettura.

Falsi problemi per distruggere la tradizione. Uno sfogo contro la FIFA e le divise monocromatiche

Questo articolo di A52 è uno sfogo che viene dal cuore.

Per prima cosa, lasciamo parlare le immagini. Quelle che vedete sono le divise che le nazionali di Germania, Spagna, Argentina e Colombia indosseranno ai prossimi mondiali di calcio in Brasile (le foto provengono tutte dal sito Passione Maglie, una bibbia per gli appassionati del settore).

Germania in bianco

Spagna in rosso

Argentina Pescara

colombia

Notate qualcosa di strano? Esatto, i pantaloncini. La nostra cara FIFA, che come abbiamo visto in passato proprio popolata da geni non è, pare se ne sia venuta fuori con un’altra delle sue. Per i prossimi mondiali infatti, gli amici di Zurigo avrebbero imposto, o quanto meno caldamente consigliato, l’utilizzo di kit monocromatici. Il motivo? La migliore visibilità delle partite.

Ora, facciamo due conti. I mondiali si giocano dal 1930, sono trasmessi in TV da almeno 60 anni e da quasi 40 ce li guardiamo a colori. Per tutto questo tempo nessuno ha avuto niente da ridire sulla visibilità di una partita con in campo una squadra con maglia chiara e pantaloncino scuro e un’altra con l’abbinamento inverso. Nessuno. Nemmeno quando si usavano televisori in bianco e nero dove era grassa se distinguevi 3 sfumature di grigio.

Tutto d’un tratto, alla FIFA si son resi conto che si creava confusione. Così, senza che nessuno glielo avesse mai chiesto. Dopo decenni di partita giocate e teletrasmesse. Senza che nessuno sollevasse il problema. Ripeto, senza che nessuno lo volesse.

Quindi a giugno ogni partita potrebbe essere chiari contro scuri, in barba alle tradizioni. Noi di A52 non siamo degli oltranzisti del passato, tutt’altro. Ma l’innovazione deve avere un senso. Questa che senso ha? Che senso ha la Germania all-white? L’Argentina travestita da Pescara? La Spagna con la maglia del Bayern (tra l’altro il cambio degli spagnoli è ancora più assurdo. Se il problema era il contrasto chiaro-scuro, perchè non hanno lasciato i classici pantaloncini blu?)?

Le divise che vi abbiamo mostrato sono tutte Adidas (azienda vicino alla FIFA), ma probabilmente anche le altre case di abbigliamento sportivo si adegueranno. L’Italia, come sapete, veste Puma. Il kit monocolore per noi è familiare da più di un decennio (ci abbiamo vinto pure mondiale) e l’impatto sarà probabilmente meno duro. Per altre nazionali si rischia il trauma.

Persino il Brasile, padrone di casa, forse manderà al diavolo il classico giallo-blu-bianco per un insulso giallo-bianco-bianco, simile a quello visto per la Colombia. Altra domanda: a quel punto non conveniva un più accattivante completo tutto giallo?

Rischiamo un Brasile così...(fonte: youmedia.fanpage.it)

Rischiamo un Brasile così…(fonte: youmedia.fanpage.it)

Si rendono conto dello scempio? Il Brasile adottò la sua divisa iconica proprio dopo i precedenti mondiali casalinghi. Dopo 64 anni la competizione torna da loro e questi gli fanno festeggiare la commemorazione vestendoli come bagnini…

Insomma la FIFA per assoluta mancanza di alternative con cui riempire il tempo libero, sta demolendo decenni di ricordi e tradizioni per motivazioni assurde. Il mondiale in Brasile, dal punto di vista del colore, è già un mezzo fallimento. Un colmo.

Ora, magari sono una faina io (ne dubito…), ma vi sembra confusionaria questa partita?

(fonte: corriere.it)

(fonte: corriere.it)

E questa?

(fonte: wikipedia.it)

(fonte: wikipedia.it)

Dirà qualcuno: beh, ma magari lo hanno fatto per quei posti in cui non esistono ancora i televisori a colori! Dite? Esistono ancora angoli nel mondo con il bianco e nero imperante? Ok, diamolo per buono. Quasi sicuramente sono una minoranza del globo e non vedo perchè penalizzare tutti gli altri. Ma facciamo finta che per una volta a Zurigo siano stati intrisi da un fervore comunistico-umanitario. Ecco, questa vi sembra una partita confusionaria?

(fonte: sport.sky.it)

(fonte: sport.sky.it)

Tagliando corto, si tratta di una questione, alla fine, di poco conto. I mondiali sarebbero stupendi pure se Italia-Germania si giocasse con noi vestiti da Pulcinella e loro tipo i Rammstein in concerto.

Quello che indigna non è la sostanza in sè. È l’atteggiamento di chi governa il calcio che, incurante delle vere richieste degli appassionati che hanno a cuore le sorti di questo sport, si inventa problemi inutili e pretestuosi quasi solo per giustificare la propria esistenza.

Senza che nessuno gli abbia chiesto niente.

P.S. Noi di A52 torneremo a parlare di Brasile 2014 quando verranno sorteggiati i gironi della fase finale. Proveremo un pronostico di un certo peso. A presto.

Serie B Eurobet – Oggi si gioca e noi vediamo che è successo.

Khouma el Babacar, la speranza del Modena (fonte: calcissimo.com)

Khouma el Babacar, la speranza del Modena (fonte: calcissimo.com)

Oggi si gioca la maggior parte delle partite del tredicesimo turno della Serie B Eurobet.

Prima di goderci le sfide in programma andiamo a rivedere, grazie agli amici di Tifosi si Nasce, cosa è successo fino adesso.

Il Palermo risale, il Lanciano si ferma, sorprende il Latina. Tra i singoli spicca Babacar del Modena.

Se volete approfondire il link è questo.

Per il resto, vi do appuntamento il prima possibile con nuovi contributi.

A presto e buon divertimento con la Serie B.

MUSIC PLAYER – Abbondanza scozzese e dediche d’amore di dubbio gusto…

I (particolarmente soddisfatti) tifosi del Maccabi Tel Aviv (fonte: deporadictos.com)

I (particolarmente soddisfatti) tifosi del Maccabi Tel Aviv (fonte: deporadictos.com)

C’è chi dice che nella vita bisogna accontentarsi. Per altri invece il bello delle cose buone è l’eccesso.

Visto che qua si parlerebbe di sport, proviamo a declinare nel modo giusto. Voi preferireste che la vostra squadra vinca sempre o vi piacerebbe anche solo qualche successo ogni tanto, ma magari significativo, inatteso e storico?

Eh, vedete che pare meno semplice di quanto sembri. Provo a farvi luce con un esempio pratico. In Israele si sono giocate 59 edizioni della Ligat ha’Al, il locale campionato di pallacanestro. Di queste ben 50 sono state vinte dal Maccabi Tel Aviv, cioè quasi l’85% del totale. La situazione è stata quasi grottesca tra il 1970 e il 2007, quando i gialloblu vinsero 37 campionati su 38, con due strisce di 23 e 14 successi di fila.

Ecco state sicuri che ai tifosi del Maccabi ‘sta situazione tanto schifo non ha mai fatto. Anche nel calcio vi sono esempi simili, ma è difficile trovare un dominio simile di una sola squadra. Più facile trovare competizioni dominate da più compagini.

Fasi concitate durante uno degli ultimi derby di Glasgow (fonte: dailymail.co.uk)

Fasi concitate durante uno degli ultimi derby di Glasgow (fonte: dailymail.co.uk)

La Scozia è il caso emblematico. Come tutti voi sapete, nella terra di Highlander, vige la terribile dittatura dell’Old Firm: Celtic e Rangers, Rangers e Celtic. Anzi negli ultimi anni solo Celtic perchè i rivali si sono impantanati con brutte storie finanziarie e ora cercano di scalare le serie minori dopo essere stati retrocessi d’ufficio nei bassifondi.

Prendiamo l‘albo d’oro e facciamo due calcoli. 119 edizioni di campionato, 54 successi dei Rangers, 44 del Celtic, i restanti 19 mancia per gli altri. Nel podio di tutti i tempi, le terze classificate sono Hibernian, Hearts e Aberdeen staccate con solo 4 vittorie. Molto staccate. L’ultima affermazione non targata Glasgow risale al 1984-1985, quando fu l’Aberdeen a trionfare. Con in panchina un certo Alex Ferguson, mica uno qualunque.

Vabbè, vi risparmio le percentuali e taglio corto. Se siete scozzesi e non tifate quelle due lì, siete costretti ad accontentarvi, non si scappa. Viceversa avete di che scialarvi, al punto che, stufi del solito tran tran di coppe alzate, festeggiamenti e coriandoli colorati nei capelli, potreste pensare di parteggiare, in modo più o meno spinto, per un’altra squadra di un campionato vicino. L’Inghilterra, per esempio.

A dir la verità, a guardare nella vicina Albione ci pensano già direttamente i dirigenti di Celtic e Rangers. Più volte hanno minacciato di volersi spostare in Premier League, ma per ora non se n’è fatto niente, per un motivo o per l’altro.

Fasi concitate durante un recente Liverpool-Manchester United (fonte: footballaccumulator.co)

Fasi concitate durante un recente Liverpool-Manchester United (fonte: footballaccumulator.co)

Torniamo ai tifosi. Pur tormentati anche loro sulla possibilità di traslocare a sud, spesso cercano altri colori da guardare con simpatia. Visto a cosa può portare l’abbondanza?

In particolare molti sostenitori del Celtic hanno una simpatia per il Liverpool. Altri invece, se devono scegliere una compagine inglese, preferiscono il Manchester United. A ben vedere, una situazione un po’ ingarbugliata perché è come se alcuni simpatizzassero per l’Inter e altri per la Juventus.

In effetti, le scuole di pensiero sono diverse. In linea di principio la corrente maggioritaria è quella che preferisce i Reds ai Red Devils, anche in virtù di uno storico gemellaggio, suggellato dal comune utilizzo dello stesso inno, l’immortale “You’ll never walk alone”.

Nonostante questo i tifosi Celtic con simpatie per lo United non sono pochi e hanno trovato un endorsement di un certo livello grazie ad un personaggio che dell’abbondanza, il concetto cardine da cui è partito questo articolo, ne ha fatto uno stile di vita.

Il buon Rod Stewart nel 1976 (fonte: wikipedia.com)

Il buon Rod Stewart nel 1976 (fonte: wikipedia.com)

Parlo di Rod Stewart. Nato a Londra da genitori scozzesi, il nostro è stato per anni indiscusso protagonista della scena musicale britannica e mondiale, grazie ad una voce singolare, un grande carisma e una fama da tombeur de femme di un certo livello.

Tutto questo sommato ha prodotto 100 milioni di dischi venduti nel mondo, tre matrimoni, sa dio quanti flirt assortiti e 8 figli. Dicevamo dell’abbondanza?

Tra le passioni di Stewart, oltre alle due che penso abbiate intuito, c’è anche il calcio, sport che ha praticato a livello amatoriale. La sua squadra preferita? Il Celtic. E il Manchester United, ovvio.

La sua passione per queste due squadre è talmente grande che ha sconfinato negli altri suoi amori. Nel 1977, in un periodo in cui anche se avesse inciso un rutto rischiava il disco d’oro, esce il singolo “You’re in my heart”, romantica ballata dedicata a Britt Ekland, attrice e cantante svedese, discreta bellezza e, ça va sans dire, fiamma del buon Rod negli anni ’70.

Britt Ekland. Che all'epoca fosse meglio di Celtic e United è fuor di dubbio (fonte: celebheightslist.com)

Britt Ekland. Che all’epoca fosse meglio di Celtic e United è fuor di dubbio (fonte: celebheightslist.com)

Per farle un complimento, ad un certo punto recita in un verso: «You’re Celtic, United, but baby I’ve decided you’re the best team I’ve never seen». Traduco (alla bisogna): «Sei come il Celtic, come il Manchester United, ma piccola ho deciso che tu sei la miglior squadra che abbia mai visto».

Bah, non suona poi benissimo come romanticheria da cantare ad una donna, non trovate?

Oh, è vero anche che lui era e sarà sempre Rod Stewart e tutti noi solo dei poveri stronzi ma, non so voi, se io andassi dalla mia ragazza a cantarle «Sei come il Palermo, sei come il Werder Brema», minimo mi becco una querela…

 

P.S. Il video è di un’esibizione relativamente recente. Da notare la scritta dietro la camicia verde. E notare la classe con cui la indossa con una maglietta gialla.

Serie B Eurobet – La corsa continua. E noi continuiamo a parlarne grazie a Tifosi si Nasce

Il rigore di Coralli contro il Padova (fonte: it.eurosport.yahoo.com)

Il rigore di Coralli contro il Padova (fonte: it.eurosport.yahoo.com)

Il campionato di Serie B Eurobet inizia, con calma, ad entrare nella su fase calda. Il Lanciano non molla il colpo, Siena e Crotone vanno avanti a suon di gol, Juve Stabia e Padova arrancano sul fondo della classifica. Per ora.

Io, come sempre, ne parlo sulle pagine del blog Tifosi si Nasce. I resoconti hanno la cadenza regolare di uno ogni tre giornate di campionato.

Buona lettura.

Per quanto riguarda gli aggiornamenti di questo blog, mi rendo conto di essere un po’ cazzaro e molto cazzone. Gli impegni sono molti e il tempo poco, ma garantisco che la voglia di portare avanti il progetto è molta.

Fateci visita ogni tanto. Nuovi contributi arriveranno presto.

Un saluto.

Serie B Eurobet – Continuano i miei resoconti per gli amici di “Tifosi si nasce”

Esonerato (fonte: repubblica.it)

Esonerato (fonte: repubblica.it)

Il campionato di Serie B prosegue regalando sorprese e storie da raccontare.

Io, come sapete, ne parlo (più o meno ogni 3 giornate) sulle pagine del blog “Tifosi si nasce“.

In questa puntata: panchine che saltano, Gattuso, Giampaolo, Palermo, Brescia, Empoli, Cesena e Virtus Lanciano.

Buona lettura!

Gli impresentabili – Ecco a voi la Squadraccia d’Europa 2012/2013

Una cartina per avere le idee chiare

Una cartina per avere le idee chiare

Con colpevole ritardo, oggi annunciamo il podio dell’ambitissimo premio “Squadraccia d’Europa” per la stagione calcistica 2012-2013 (o 2012 e basta per quei campionati che si svolgono nell’anno solare).

Un premessa: è stata un’edizione sottotono. Molte squadre hanno fatto schifo, ma nessuna ha primeggiato per distacco sulle altre come in altre occasioni. Poco male, gli spunti comunque non sono mancati.

Il gradino più basso del podio è occupato da una squadra che rappresenta una nazione storica del calcio europeo: le isole Fær Øer. Sì ok, forse ho un filo esagerato, ma facciamo finta di niente. Gli isolani, pur essendo impegnati per lo più in lavori veri, giocano anche a calcio. La loro nazionale è rinomata come squadra materasso per antonomasia delle qualificazioni di Europei e Mondiali, anche se di recente ha battuto qualche colpo notevole (anche contro di noi).

Meno conosciuto è forse il campionato. È formato da 10 squadre che si affrontano tra di loro 3 volte. La squadra più titolata della nazione è l’HB Tórshavn, compagine della capitale che comanda l’albo d’oro dall’alto dei suoi 21 titoli. A noi però non interessa. Per trovare il motivo per cui ci troviamo qui dobbiamo scendere. Sia in classifica che in senso geografico.

Un momento di una partita dell'FC Suðuroy

Un momento di una partita dell’FC Suðuroy

Suðuroy è l’isola più meridionale delle Fær Øer. Una delle sue città più importanti è Vágur, famosa per essere stata la sede della prima centrale idroelettrica della nazione. Orgoglio ed entusiasmo a mille per gli indigeni, suppongo. Di sicuro non potrebbero provare certi sentimenti per la loro squadra di calcio, l’FC Suðuroy.

La squadra nasce da una fusione tra una vecchia squadra della città, il VB Vágur, e il SI Sumba, compagine di un villaggio omonimo, celebre per essere la capitale del ballo popolare tipico delle Fær Øer. In realtà questa unione è un bis. Le due squadre ci avevano già provato nel 1995, ma la cosa era durata solo una stagione. Nel 2005 ci riprovano, invitando anche altre squadre. Queste però rifiutano. Vedendo come è finito il campionato del 2012 mi viene da capire il perchè.

Ultimo posto, 2 vittorie, 3 pareggi, 22 sconfitte, 16 gol fatti e 78 subiti. Il computo totale è di 9, immagino sudatissimi, punti. Il ruolino esterno è da paura: 1 pareggio e 13 sconfitte, anche se per assurdo l’attacco ha fatto più gol in trasferta che tra le mura amiche. E chiamale amiche…

Il castello di Srebrenik (fonte: ermaktravel.com)

Il castello di Srebrenik (fonte: ermaktravel.com)

Lasciamo stare i volenterosi pescatori del nord e andiamo ancora più a sud per incontrare i vincitori della medaglia d’argento. Andiamo nei Balcani, regione storicamente fertile di squadracce, per la precisione in Bosnia.

Vi dice niente la città di Srebrenik? No, non ho detto Srebrenica e non ho sbagliato a scrivere. Intendo proprio Srebrenik. In Bosnia esistono sia Srebrenica, che Srebrenik. La prima è un piccolo centro, tristemente noto per fatti di guerra. La seconda, pur essendo meno conosciuta, è una cittadina di quasi 50.000 abitanti, sede di un famoso castello.

A rappresentare Srebrenik nei campionati di calcio è l’NK Gradina. La squadra non aveva mai preso parte al massimo campionato bosniaco, ma al termine della stagione 2011-2012 riesce a centrare la storica promozione.

In questi casi, saper scegliere l’allenatore giusto è di vitale importanza. Tanto per dire, il presidente Dževad Drapić nella stagione in esame ci prova 6 volte. Il rendimento del Gradina, fin da subito, è alquanto deficitario e a farne le spese sono i tecnici. Tutto il mondo è paese in questi casi. E io tifo Palermo. So di cosa parlo.

Lo stemma dell'NK Gradina

Lo stemma dell’NK Gradina

Nell’ordine si susseguono: Samir Adanalić, Denis Sadiković, Boris Gavran, Nedžad Bajrović, Fuad Grbešić e di nuovo Bajrović. Fossero stati disponibili, pure Mourinho e Guardiola avrebbero fatto una brutta fine in questa tonnara.

La squadra, già di suo non composta da fenomeni, deve percepire un minimo di disorientamento, anche perchè è costretta a giocare metà campionato in altre due città, a causa dei lavori di adattamento che deve subire lo stadio di Srebrenik.

La girandola di allenatori e campi da gioco si conclude dopo 30 giornate con un ruolino di tutto rispetto: 1 vittoria, 6 pareggi, 23 sconfitte, 17 gol fatti, 57 gol subiti, 9 punti totali. Da segnalare anche una striscia di 11 KO di fila e una di ben 27 risultati inutili consecutivi. Dai numeri si capisce che la difesa fa moderatamente schifo, ma è l’attacco il vero fiore all’occhiello, visto che fa fatica a segnare anche con le mani. Anche qua, come per il Suðuroy, colpisce il rendimento esterno. 1 pareggio e tante brutte figure collezionate in giro per la Bosnia.

Il mostro di Ayia Napa dovrebbe essere più o meno così...

Il mostro di Ayia Napa dovrebbe essere più o meno così…

Bene, fino a qua abbiamo scoperto squadre terribili e che ricorderemo sempre con affetto. Ma la vera regina dello squallore della stagione 2012-2013 è un’altra. Un squadra suo malgrado incapace perfino di fare schifo fino in fondo.

Il campionato in cui piombiamo è quello cipriota. Negli ultimi anni il calcio dell’isola ha fatto enormi progressi (ricorderete la straordinaria campagna europea dell’APOEL nel 2011-2012), ma qualcuno è rimasto indietro lo stesso.

Per esempio ad Ayia Napa, ridente borgo marittimo famoso per essere una rinomata metà turistica. In paese c’è tutto, persino un mostro marittimo. Una leggenda vuole che una creatura mitologica, a metà strada tra un idra e drago, abiti i mari della costa e in molti giurano di averlo avvistato.

In paese esiste comunque qualcosa sicuramente più reale e senza dubbio molto più terrificante.

Lo stemma dell'AEP Paphos con simil-Elvis al centro

Lo stemma dell’AEP Paphos con simil-Elvis al centro

Sto parlando dell’AO Ayia Napa, la squadra locale. Retrocessa nel 2010 in terza serie, si risolleva in grande stile, riconquistando la Divisione A con due promozioni in due anni.

Sarà stato lo sforzo o chissà cosa, lì inizia lo strazio. La stagione 2012-2013 vede l’Ayia Napa arrancare da subito. In classifica rimane sempre nei bassifondi, cogliendo alla fine la miseria di 8 punti, frutto di 2 vittorie, 2 pareggi e parecchia mestizia. L’attacco si rivela avaro di emozioni: 15 gol fatti, 3 in meno del solo Bernardo Vasconcelos, che non è una squadra dal nome esotico, ma bensì il capocannoniere del campionato. Insomma, un pianto.

Con un ruolino del genere l’ultimo posto in classifica sarà stato assicurato, penserete voi. Ebbene no. Sta qua il colpo di classe della tristezza. L’Ayia Napa non è riuscita nemmeno ad essere la squadra peggiore del campionato. Sulla sua strada si è infatti imbattuta l’AEP Paphos.

Se andate a vedere il loro stemma, sembra che in mezzo vi sia un ritratto di Elvis. Non è lui, tranquilli, e nemmeno il Dave Gahan dei tempi belli. Trattasi di Evagoras Pallikarides, un eroe nazionale cipriota. Che si starà rivoltando nella tomba sapendo di essere diventato il simbolo di una squadra retrocessa con soli 3 punti, di cui 16 conquistati sul campo, 9 detratti dalla federazione cipriota per motivi finanziari e 3 tolti direttamente dalla FIFA per gli stessi motivi.

Lo stemma dell'AO Ayia Napa. Triste quasi quanto la squadra...

Lo stemma dell’AO Ayia Napa. Triste quasi quanto la squadra…

Ultimo posto a loro quindi. Ma le regole del nostro premio sono ferree. Lo schifo bisogna dimostrarlo sul campo, non nelle aulee di tribunale. Proprio per questo il titolo di Squadraccia d’Europa 2012-2013 non può non andare all’AO Ayia Napa. Una squadra così sfigata che nella gara cipriota al più sfigato è arrivato secondo. Perchè? Perchè è sfigata.

P.S. Per festeggiare il premio ci sta proprio bene il ballo faroense tipico di cui sopra. Scateniamoci!

Torna A52 in radio – Viaggiamo nei Balcani alla ricerca di una squadra che non c’è più

Un 11 jugoslavo (fonte: fotolog.com)

Un 11 jugoslavo (fonte: fotolog.com)

Tra le tante attività legate ad A52 che ritornano in questo periodo c’è, ovviamente, il programma radiofonico su Radio Doppio Malto.

Siamo tornati con una puntata di stampo balcanico, con molto calcio, un po’ di basket e tanto altro.

Abbiamo attraversato il Mar Adriatico e siamo andati alla scoperta della nazionale di calcio jugoslava. Che squadra era? Cosa ha vinto? Come sarebbe oggi?

Come sempre, buon ascolto!

La manutenzione degli impianti sportivi in Italia – Il caso Francioni

Gianluca Francioni (fonte: francionistampa.altervista.org)

Gianluca Francioni (fonte: francionistampa.altervista.org)

Da molto tempo non vi riferisco più degli articoli che scrivo per il Il Referendum. Solo per motivi di tempo e organizzazione, perchè la collaborazione non si è interrotta.

Oggi voglio tornare a farlo per parlarvi di un caso emblematico di una situazione italiana grave: lo stato fatiscente di molte strutture sportive del nostro paese.

Il fenomeno riguarda tutte le discipline, anche il calcio, che da questo punto di vista è fermo a Italia ’90. Persino uno stadio storico come il Flaminio di Roma, dopo che la nazionale di rugby si è trasferita all’Olimpico, è diventato un problema di gestione e di responsabilità.

Se hanno questi problemi sport relativamente seguiti, potete immaginare cosa debbano sopportare i praticanti di discipline ben più di nicchia.

Il caso di Gianluca Francioni, purtroppo, è un esempio che ben sintetizza questo male.

Buona lettura.

Gli impresentabili – Continua il viaggio alla scoperta delle squadre peggiori d’Europa

Continua il nostro viaggio nell’albo d’oro del premio Squadraccia d’Europa.

Lo stemma dell'Ajax Lasnamae (fonte: logo-city.org)

Lo stemma dell’Ajax Lasnamae (fonte: logo-city.org)

2007-2008 – Quando nel calcio dici Ajax non puoi non emozionarti. Vale anche per la storia di questo premio. Ovvio, non parlo dell’Ajax olandese, ma del fenomenale Ajax Lasnamae, compagine della città di Tallinn, in Estonia. Nel 2005 arriva per la prima volta nella Meistriliiga, la massima serie. Al primo anno tra i grandi ottiene una salvezza che ha del miracoloso. Come si sa, i miracoli di solito non si ripetono e nel 2007 è rumba.

Ultimo posto con solo 5 punti, frutto di una vittoria, 2 pareggi e 33 sconfitte. Tra i risultati da ricordare un 0-13, un 0-11, due 0-10 e due 1-7. Ironia della sorte, l’unico successo arriva contro l’F.C. Kuressaare, la squadra che aveva inaugurato il nostro albo d’oro e che con l’Ajax Lasnamae condivide anche i colori sociali. Insomma, la morale è che se sei gialloblu e giochi in Estonia sono cazzi acidi.

Lo stadio del Ranger's. No, magari pensavate fosse il Camp Nou... (fonte: soccerway.it)

Lo stadio del Ranger’s. No, magari pensavate fosse il Camp Nou… (fonte: soccerway.it)

2008-2009 – Si può passare nel giro di pochi anni dall’essere campioni nazionali ad essere la squadra peggiore d’Europa? Sì, è successo al Ranger’s di Andorra la Vella. Beh, se giochi ad Andorra è facile, ma comunque è notevole. I pirenaici, che sono stati anche i primi ad interrompere l’egemonia orientale del nostro titolo, hanno vinto il loro campionato due volte, nel 2005-2006 e nel 2006-2007. Grazie a questi risultati hanno anche respirato l’aria delle coppe europee, sebbene siano sempre stati eliminati quasi subito. Nel 2007-2008 arriva un onorevole terzo posto. Poi la dignità finisce.

Durante l’estate i migliori giocatori se ne vanno. Campionato duro quindi? Durissimo…Il torneo è diviso in due. Nella prima parte tutti affrontano tutti per un totale di 14 partite. Ii nostri vincono 4-1 contro l’Engordany, ma purtroppo le restanti 13 le perdono tutte. Si segnalano uno 0-12 contro il Santa Coloma e ben tre 0-7. C’è ancora il Relegation Round però. Nella fase successiva il campionato viene diviso in due gironi da 4. Tra i migliori ci si gioca lo scudetto, tra gli altri si cerca di evitare l’unico posto prenotato per la retrocessione. L’Inter Escaldes, penultima, dista solo 4 punti. L’impresa è ancora fattibile. Forse. Altre 6 partite, altre 6 sconfitte, 2 gol fatti, 29 subiti. Adeu, Ranger’s…

Lo stemma del Milano Kumanovo (fonte: uefaclubs.com)

Lo stemma del Milano Kumanovo (fonte: uefaclubs.com)

2009-2010 – Diventare una Squadraccia d’Europa non è cosa semplice. Gli avversari possono utilizzare qualsiasi mezzo e bisogna stare sempre sulle spine. Ne sa qualcosa il Milano Kumanovo, squadra macedone della città di Kumanovo. Ah, questi si chiamano Milano e hanno le maglie rossonere, ma le coincidenze si fermano qua.

In quella stagione il campionato macedone è alquanto movimentato. Innanzitutto il Pobeda viene punito dalla UEFA per un tentativo di combine in occasione di un preliminare di Champions del 2004. La squadra viene esclusa dai tornei europei per 8 anni e la federazione macedone si allinea escludendoli anche dal loro campionato. In più vengono annullate tutte le loro partite di quell’anno. Non finisce qui. Lo Sloga Jugomagnat e il Makedonija, in aperta polemica con la federazione, decidono di boicottare il torneo e non si presentano a due partite consecutive. Subiscono la stessa sorte del Pobeda. Il Turnovo e il Vardar si fermano invece ad una rinuncia, beccando come punizione solo tre punti di penalizzazione.

In una situazione del genere parrebbe semplice salvarsi. Parrebbe, appunto. Il Milano Kumanovo non si lascia condizionare e sbanca tutto conquistando solo 6 punti, grazie ad una vittoria e 3 pareggi. Tecnicamente avrebbe ancora la possibilità di salvarsi, dovendo giocare uno spareggio contro il Bregalnica Stip, quarto in serie B. Avrebbe, appunto. Perdono 2-1 ai supplementari. E pensare che in campionato le vittorie sarebbero state anche 2. Ma una era stata ottenuta contro il Pobeda, quindi non valeva più…

Un'esultanza dei giocatori del Čukarički. Incredibilmente pare essere dell'annata 2010-2011 (fonte: http://fudbalsrbija.net)

Un’esultanza dei giocatori del Čukarički. Incredibilmente pare essere dell’annata 2010-2011 (fonte: http://fudbalsrbija.net)

2010-2011 – Calcisticamente parlando in Serbia comanda Belgrado. E a Belgrado comandano Stella Rossa e Partizan, rivali eterni e mai conciliabili. La rivalità tra questi due club è talmente ingombrante che spesso ci si dimentica che nella capitale serba ci sono anche altre squadre, come il Rad, l’OFK e alcune che vengono dai sobborghi, tipo il Borča e il Čukarički.

Quest’ultima ha provato a mettersi sulla mappa del calcio con la straordinaria stagione 2010-2011, nel quale ha conquistato 5 punti in 30 partite. Posizione finale in classifica? Dai, non fatemi ridere… Ah, tutti pareggi, sia chiaro. Il vero punto di forza è stato l’attacco: 10 gol, di cui solo 3 in trasferta. A fine anno ben tre calciatori (di altre squadre, ovviamente) da soli avevano fatto uguale o addirittura meglio. Sembrerà strano, ma una simile primizia non è stata apprezzata dai tifosi. Durante l’anno la media spettatori è stata di sole 477 persone, in uno stadio che ne poteva contenerne fino a 7.000. Incompetenti…

Una foto che ben sintetizza le straordinarie annate dell'Ajax Lasnamae (fonte: lavanguardia.com)

Una foto che ben sintetizza le straordinarie annate dell’Ajax Lasnamae (fonte: lavanguardia.com)

2011-2012 – Parliamoci chiaro, senza giri di parole. A fare una stagione di merda sono capaci tutti. Ma fare una stagione di merda, retrocedere, tornare in Serie A e farne una ancora peggiore è roba da professionisti. E tali dovrebbero essere definiti tutti coloro che gravitano intorno all’Ajax Lasnamae. Dopo il grande successo del 2007, la squadra ha vissuto momenti tristi in Serie B, ma nel 2011 è tornata tra i grandi.

E ce n’è stato per tutti. Le parole non bastano. Cito qualche risultato conquistato durante l’anno: 0-14, 1-13, 0-12, 0-11, 0-9. I 7 a 0 al passivo sono addirittura sette. Il reparto arretrato è spettacolare. A fine campionato sotto la colonnina dei gol subiti compare un memorabile 192, per una media di 6.4 a partita. La differenza reti, -181, è quasi zero assoluto. Di vincere partite non se ne parla nemmeno, ma vengono colti comunque 4 pareggi. Tre di questi arrivano contro il solito Kuressaare. Il che mi fa pensare che gli regalino punti apposta per evitare che battano tutti i record. Il problema è che l’Ajax è davvero una macchina da guerra. Il Kuressaare è fortissimo, ma gli altri sono degli extraterrestri. Insomma, una storia tipo Real Madrid e Barcelona nella Liga degli ultimi anni. Ecco sì, una specie…

Bene, il percorso storico è terminato. Vi aspetto verso metà agosto per conoscere il podio della stagione 2012-2013. Un saluto