Serie B Eurobet – Continuano i miei resoconti per gli amici di “Tifosi si nasce”

Esonerato (fonte: repubblica.it)

Esonerato (fonte: repubblica.it)

Il campionato di Serie B prosegue regalando sorprese e storie da raccontare.

Io, come sapete, ne parlo (più o meno ogni 3 giornate) sulle pagine del blog “Tifosi si nasce“.

In questa puntata: panchine che saltano, Gattuso, Giampaolo, Palermo, Brescia, Empoli, Cesena e Virtus Lanciano.

Buona lettura!

Serie B 2012-2013 – Proviamo a spiegarla in 5 punti

Una manita di considerazioni sulla Serie B, aspettando i playoff.

  • Nereo Bonato

    Nereo Bonato

    Delle due promosse abbiamo già parlato, soprattutto del Verona, ma qualcosa possiamo ancora dire. Hanno avuto un campionato simile, con squadre costruite per primeggiare e che hanno rispettato il pronostico. Entrambe hanno alle spalle società solide. Non saranno di passaggio in Serie A.

    Gli ambienti e i background storici sono molto differenti. Verona è una città di più di 200.000 abitanti che adora da sempre la sua squadra, anche in virtù di risultati storici del passato.

    Sassuolo arriva a malapena a 40.000, giocherà per la prima volta in A e fino a dieci anni fa annaspava in C2. Come ha dichiarato in una recente intervista Francesco Magnanelli, perno del centrocampo neroverde, all’epoca della promozione in C1 la gente guardava festeggiare i calciatori per strada come se fossero alieni.

    Questi due mondi hanno però un trait d’union: Nereo Bonato. L’attuale direttore sportivo del Sassuolo è veronese e, dopo aver contribuito alla promozione in B degli emiliani, aveva provato a risollevare anche le sorti squadra della sua città. I risultati furono discutibili e fu inevitabile il divorzio e il ritorno al vecchio amore. Nonostante i tifosi i gialloblu non lo ricordino proprio con affetto, lui è senz’altro l’uomo più felice del mondo per l’epilogo di questa stagione.

  • Francesco Tavano e Massimo Maccarone, coppia gol empolese

    Francesco Tavano e Massimo Maccarone, coppia gol empolese

    Sono stati a lungo a rischio, ma alla fine i playoff si giocheranno. Come al solito sono un grande incrocio di storie. La prima semifinale vede di fronte Livorno e Brescia. Gli amaranto sono ovviamente favoriti. Per un soffio non hanno centrato la promozione diretta e non hanno niente da invidiare a Verona e Sassuolo. Il Brescia in regular season ha fatto 18 punti in meno. È una squadra rognosa, un manipolo di giovani guidati da qualche vecchia volpe e un tecnico in gamba come Calori.

    Molto interessante sarà anche l’altra semifinale, Novara-Empoli. Campionati simili, i loro. Entrambe erano partite male, malissimo. Sembrava che l’unico obiettivo stagionale dovesse essere la salvezza. Invece non è stato così, grazie a strategie differenti, per certi versi opposte.

    I toscani dopo 9 partite avevano totalizzato solo 4 punti. Mister Maurizio Sarri, reduce da avventure poco entusiasmanti su altre panchine, pareva avere le ore contate. La società però ci ha creduto e non lo ha esonerato. Lui è stato bravo a riprendere in mano la situazione e ha rilanciato la squadra grazie ai gol del trio Tavano-Maccarone-Saponara.

    Brutto anche l’inizio dei piemontesi. Dopo 12 giornate i punti erano solo 10. Inevitabile e doloroso l’esonero per Attilio Tesser, l’artefice del doppio salto dalla C alla A. Dopo il breve interregno di Giacomo Gattuso è stato chiamato Alfredo Aglietti. Da qui è iniziata la rincorsa. Il protagonista? Pablo Gonzalez, sugli scudi con 14 gol e 20 assist. Ah, che squadra allenava Aglietti fino all’anno scorso? L’Empoli, mi pare ovvio…

  • Piero Camilli, il turbolento presidente del Grosseto

    Piero Camilli, il turbolento presidente del Grosseto

    Capitolo retrocessioni. Il Grossetto, vista la penalizzazione, sembrava spacciato e in effetti non ha mai lasciato l’ultima posizione. Nota di merito per il patron Camilli. Per non cadere nell’ovvietà eviterò di dire che è lo Zamparini della B, ma i numeri sono impietosi: 4 allenatori cambiati con Francesco Moriero che ha iniziato e finito.

    La Pro Vercelli ha purtroppo dimostrato che il romanticismo nel calcio non è tutto. Rivedere le Bianche Casacche ad un livello così alto è stata una bella emozione. La storia gloriosa di questo club si percepisce anche a distanza di decenni. Peccato non serva a vincere le partite.

    Altra retrocessione è quella dell’Ascoli. I bianconeri si sono visti esplodere in casa l’attaccante Simone Zaza, ma questo non è bastato per evitare di salutare la cadetteria dopo dieci anni e 2 stagioni giocate anche in Serie A. L’alternanza in panchina tra Silva e Pergolizzi non ha aiutato.

    Infine il Vicenza. I biancorossi retrocedono per il secondo anno di fila e questo è un piccolo record. Tornano in C dopo vent’anni e due ripescaggi che hanno scongiurato che questa eventualità si verificasse prima. Oh, visto i tempi che corrono non mi meraviglierei succedesse di nuovo, ma se la squadra rimane con questa ossatura si rischia il tris…

  • Un'esultanza dei giocatori del Lanciano

    Un’esultanza dei giocatori del Lanciano

    Podio di sorprese al netto di quanti abbiamo già parlato. Il Bari partiva da una penalizzazione pesante, ma la cosa non ha affossato la banda di Torrente. Campionato straordinario per le premesse e i mezzi a disposizione.

    Si può dire lo stesso anche del Lanciano. In estate erano dati da tutti come spacciati, ma il campo ha raccontato un’altra storia. Capolavoro di mister Gautieri che si lancia così verso nuove panchine, forse in Serie A.

    Ottimo campionato anche per un’altra neopromossa, la Ternana. Mimmo Toscano, anche lui tecnico che meriterebbe una prova nei piani alti, ha costruito la sua squadra su un reparto arretrato rocciosissimo (solo 38 gol al passivo, seconda difesa del campionato) e ha conquistato una salvezza che in alcuni momenti profumava di qualcosa di più.

  • Marco Sansovini, il miglior giocatore della stagione dello Spezia

    Marco Sansovini, il miglior giocatore della stagione dello Spezia

    Per bilanciare, ecco tre grandi delusioni. La più grande di tutti, inutile nascondersi, è lo Spezia. In estate sembrava dovesse ammazzare il campionato. Già in autunno si capiva che, nonostante il mercato sontuoso, non sarebbe accaduto. In primavera si è rischiato addirittura di essere risucchiati nella lotta per non retrocedere. Quest’anno è andato così. Ma di sicuro un uomo ambizioso come il patron Volpi non sopporterà un’altra stagione simile.

    Un discorso simile si può fare anche per il Padova. Con l’ingaggio di Fulvio Pea i biancoscudati sembravano essersi assicurati il top per la panchina. Poi però qualcosa non ha funzionato, Pea è andato e tornato, ma ormai i giochi erano fatti. I giocatori buoni ci sono. Qualcosa va cambiato, ma la base c’è. Ma ci vuole calma all’Euganeo.

    Si è sciolto sul più bello invece il Varese. I lombardi erano diretti verso la terza partecipazione consecutiva ai playoff. Poi il crollo finale, costato la panchina a Castori. Dopo il due non c’è stato il tre. O è solo rimandato?