Falsi problemi per distruggere la tradizione. Uno sfogo contro la FIFA e le divise monocromatiche

Questo articolo di A52 è uno sfogo che viene dal cuore.

Per prima cosa, lasciamo parlare le immagini. Quelle che vedete sono le divise che le nazionali di Germania, Spagna, Argentina e Colombia indosseranno ai prossimi mondiali di calcio in Brasile (le foto provengono tutte dal sito Passione Maglie, una bibbia per gli appassionati del settore).

Germania in bianco

Spagna in rosso

Argentina Pescara

colombia

Notate qualcosa di strano? Esatto, i pantaloncini. La nostra cara FIFA, che come abbiamo visto in passato proprio popolata da geni non è, pare se ne sia venuta fuori con un’altra delle sue. Per i prossimi mondiali infatti, gli amici di Zurigo avrebbero imposto, o quanto meno caldamente consigliato, l’utilizzo di kit monocromatici. Il motivo? La migliore visibilità delle partite.

Ora, facciamo due conti. I mondiali si giocano dal 1930, sono trasmessi in TV da almeno 60 anni e da quasi 40 ce li guardiamo a colori. Per tutto questo tempo nessuno ha avuto niente da ridire sulla visibilità di una partita con in campo una squadra con maglia chiara e pantaloncino scuro e un’altra con l’abbinamento inverso. Nessuno. Nemmeno quando si usavano televisori in bianco e nero dove era grassa se distinguevi 3 sfumature di grigio.

Tutto d’un tratto, alla FIFA si son resi conto che si creava confusione. Così, senza che nessuno glielo avesse mai chiesto. Dopo decenni di partita giocate e teletrasmesse. Senza che nessuno sollevasse il problema. Ripeto, senza che nessuno lo volesse.

Quindi a giugno ogni partita potrebbe essere chiari contro scuri, in barba alle tradizioni. Noi di A52 non siamo degli oltranzisti del passato, tutt’altro. Ma l’innovazione deve avere un senso. Questa che senso ha? Che senso ha la Germania all-white? L’Argentina travestita da Pescara? La Spagna con la maglia del Bayern (tra l’altro il cambio degli spagnoli è ancora più assurdo. Se il problema era il contrasto chiaro-scuro, perchè non hanno lasciato i classici pantaloncini blu?)?

Le divise che vi abbiamo mostrato sono tutte Adidas (azienda vicino alla FIFA), ma probabilmente anche le altre case di abbigliamento sportivo si adegueranno. L’Italia, come sapete, veste Puma. Il kit monocolore per noi è familiare da più di un decennio (ci abbiamo vinto pure mondiale) e l’impatto sarà probabilmente meno duro. Per altre nazionali si rischia il trauma.

Persino il Brasile, padrone di casa, forse manderà al diavolo il classico giallo-blu-bianco per un insulso giallo-bianco-bianco, simile a quello visto per la Colombia. Altra domanda: a quel punto non conveniva un più accattivante completo tutto giallo?

Rischiamo un Brasile così...(fonte: youmedia.fanpage.it)

Rischiamo un Brasile così…(fonte: youmedia.fanpage.it)

Si rendono conto dello scempio? Il Brasile adottò la sua divisa iconica proprio dopo i precedenti mondiali casalinghi. Dopo 64 anni la competizione torna da loro e questi gli fanno festeggiare la commemorazione vestendoli come bagnini…

Insomma la FIFA per assoluta mancanza di alternative con cui riempire il tempo libero, sta demolendo decenni di ricordi e tradizioni per motivazioni assurde. Il mondiale in Brasile, dal punto di vista del colore, è già un mezzo fallimento. Un colmo.

Ora, magari sono una faina io (ne dubito…), ma vi sembra confusionaria questa partita?

(fonte: corriere.it)

(fonte: corriere.it)

E questa?

(fonte: wikipedia.it)

(fonte: wikipedia.it)

Dirà qualcuno: beh, ma magari lo hanno fatto per quei posti in cui non esistono ancora i televisori a colori! Dite? Esistono ancora angoli nel mondo con il bianco e nero imperante? Ok, diamolo per buono. Quasi sicuramente sono una minoranza del globo e non vedo perchè penalizzare tutti gli altri. Ma facciamo finta che per una volta a Zurigo siano stati intrisi da un fervore comunistico-umanitario. Ecco, questa vi sembra una partita confusionaria?

(fonte: sport.sky.it)

(fonte: sport.sky.it)

Tagliando corto, si tratta di una questione, alla fine, di poco conto. I mondiali sarebbero stupendi pure se Italia-Germania si giocasse con noi vestiti da Pulcinella e loro tipo i Rammstein in concerto.

Quello che indigna non è la sostanza in sè. È l’atteggiamento di chi governa il calcio che, incurante delle vere richieste degli appassionati che hanno a cuore le sorti di questo sport, si inventa problemi inutili e pretestuosi quasi solo per giustificare la propria esistenza.

Senza che nessuno gli abbia chiesto niente.

P.S. Noi di A52 torneremo a parlare di Brasile 2014 quando verranno sorteggiati i gironi della fase finale. Proveremo un pronostico di un certo peso. A presto.

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Serie B Eurobet – La corsa continua. E noi continuiamo a parlarne grazie a Tifosi si Nasce

Il rigore di Coralli contro il Padova (fonte: it.eurosport.yahoo.com)

Il rigore di Coralli contro il Padova (fonte: it.eurosport.yahoo.com)

Il campionato di Serie B Eurobet inizia, con calma, ad entrare nella su fase calda. Il Lanciano non molla il colpo, Siena e Crotone vanno avanti a suon di gol, Juve Stabia e Padova arrancano sul fondo della classifica. Per ora.

Io, come sempre, ne parlo sulle pagine del blog Tifosi si Nasce. I resoconti hanno la cadenza regolare di uno ogni tre giornate di campionato.

Buona lettura.

Per quanto riguarda gli aggiornamenti di questo blog, mi rendo conto di essere un po’ cazzaro e molto cazzone. Gli impegni sono molti e il tempo poco, ma garantisco che la voglia di portare avanti il progetto è molta.

Fateci visita ogni tanto. Nuovi contributi arriveranno presto.

Un saluto.

Serie B 2012-2013 – Proviamo a spiegarla in 5 punti

Una manita di considerazioni sulla Serie B, aspettando i playoff.

  • Nereo Bonato

    Nereo Bonato

    Delle due promosse abbiamo già parlato, soprattutto del Verona, ma qualcosa possiamo ancora dire. Hanno avuto un campionato simile, con squadre costruite per primeggiare e che hanno rispettato il pronostico. Entrambe hanno alle spalle società solide. Non saranno di passaggio in Serie A.

    Gli ambienti e i background storici sono molto differenti. Verona è una città di più di 200.000 abitanti che adora da sempre la sua squadra, anche in virtù di risultati storici del passato.

    Sassuolo arriva a malapena a 40.000, giocherà per la prima volta in A e fino a dieci anni fa annaspava in C2. Come ha dichiarato in una recente intervista Francesco Magnanelli, perno del centrocampo neroverde, all’epoca della promozione in C1 la gente guardava festeggiare i calciatori per strada come se fossero alieni.

    Questi due mondi hanno però un trait d’union: Nereo Bonato. L’attuale direttore sportivo del Sassuolo è veronese e, dopo aver contribuito alla promozione in B degli emiliani, aveva provato a risollevare anche le sorti squadra della sua città. I risultati furono discutibili e fu inevitabile il divorzio e il ritorno al vecchio amore. Nonostante i tifosi i gialloblu non lo ricordino proprio con affetto, lui è senz’altro l’uomo più felice del mondo per l’epilogo di questa stagione.

  • Francesco Tavano e Massimo Maccarone, coppia gol empolese

    Francesco Tavano e Massimo Maccarone, coppia gol empolese

    Sono stati a lungo a rischio, ma alla fine i playoff si giocheranno. Come al solito sono un grande incrocio di storie. La prima semifinale vede di fronte Livorno e Brescia. Gli amaranto sono ovviamente favoriti. Per un soffio non hanno centrato la promozione diretta e non hanno niente da invidiare a Verona e Sassuolo. Il Brescia in regular season ha fatto 18 punti in meno. È una squadra rognosa, un manipolo di giovani guidati da qualche vecchia volpe e un tecnico in gamba come Calori.

    Molto interessante sarà anche l’altra semifinale, Novara-Empoli. Campionati simili, i loro. Entrambe erano partite male, malissimo. Sembrava che l’unico obiettivo stagionale dovesse essere la salvezza. Invece non è stato così, grazie a strategie differenti, per certi versi opposte.

    I toscani dopo 9 partite avevano totalizzato solo 4 punti. Mister Maurizio Sarri, reduce da avventure poco entusiasmanti su altre panchine, pareva avere le ore contate. La società però ci ha creduto e non lo ha esonerato. Lui è stato bravo a riprendere in mano la situazione e ha rilanciato la squadra grazie ai gol del trio Tavano-Maccarone-Saponara.

    Brutto anche l’inizio dei piemontesi. Dopo 12 giornate i punti erano solo 10. Inevitabile e doloroso l’esonero per Attilio Tesser, l’artefice del doppio salto dalla C alla A. Dopo il breve interregno di Giacomo Gattuso è stato chiamato Alfredo Aglietti. Da qui è iniziata la rincorsa. Il protagonista? Pablo Gonzalez, sugli scudi con 14 gol e 20 assist. Ah, che squadra allenava Aglietti fino all’anno scorso? L’Empoli, mi pare ovvio…

  • Piero Camilli, il turbolento presidente del Grosseto

    Piero Camilli, il turbolento presidente del Grosseto

    Capitolo retrocessioni. Il Grossetto, vista la penalizzazione, sembrava spacciato e in effetti non ha mai lasciato l’ultima posizione. Nota di merito per il patron Camilli. Per non cadere nell’ovvietà eviterò di dire che è lo Zamparini della B, ma i numeri sono impietosi: 4 allenatori cambiati con Francesco Moriero che ha iniziato e finito.

    La Pro Vercelli ha purtroppo dimostrato che il romanticismo nel calcio non è tutto. Rivedere le Bianche Casacche ad un livello così alto è stata una bella emozione. La storia gloriosa di questo club si percepisce anche a distanza di decenni. Peccato non serva a vincere le partite.

    Altra retrocessione è quella dell’Ascoli. I bianconeri si sono visti esplodere in casa l’attaccante Simone Zaza, ma questo non è bastato per evitare di salutare la cadetteria dopo dieci anni e 2 stagioni giocate anche in Serie A. L’alternanza in panchina tra Silva e Pergolizzi non ha aiutato.

    Infine il Vicenza. I biancorossi retrocedono per il secondo anno di fila e questo è un piccolo record. Tornano in C dopo vent’anni e due ripescaggi che hanno scongiurato che questa eventualità si verificasse prima. Oh, visto i tempi che corrono non mi meraviglierei succedesse di nuovo, ma se la squadra rimane con questa ossatura si rischia il tris…

  • Un'esultanza dei giocatori del Lanciano

    Un’esultanza dei giocatori del Lanciano

    Podio di sorprese al netto di quanti abbiamo già parlato. Il Bari partiva da una penalizzazione pesante, ma la cosa non ha affossato la banda di Torrente. Campionato straordinario per le premesse e i mezzi a disposizione.

    Si può dire lo stesso anche del Lanciano. In estate erano dati da tutti come spacciati, ma il campo ha raccontato un’altra storia. Capolavoro di mister Gautieri che si lancia così verso nuove panchine, forse in Serie A.

    Ottimo campionato anche per un’altra neopromossa, la Ternana. Mimmo Toscano, anche lui tecnico che meriterebbe una prova nei piani alti, ha costruito la sua squadra su un reparto arretrato rocciosissimo (solo 38 gol al passivo, seconda difesa del campionato) e ha conquistato una salvezza che in alcuni momenti profumava di qualcosa di più.

  • Marco Sansovini, il miglior giocatore della stagione dello Spezia

    Marco Sansovini, il miglior giocatore della stagione dello Spezia

    Per bilanciare, ecco tre grandi delusioni. La più grande di tutti, inutile nascondersi, è lo Spezia. In estate sembrava dovesse ammazzare il campionato. Già in autunno si capiva che, nonostante il mercato sontuoso, non sarebbe accaduto. In primavera si è rischiato addirittura di essere risucchiati nella lotta per non retrocedere. Quest’anno è andato così. Ma di sicuro un uomo ambizioso come il patron Volpi non sopporterà un’altra stagione simile.

    Un discorso simile si può fare anche per il Padova. Con l’ingaggio di Fulvio Pea i biancoscudati sembravano essersi assicurati il top per la panchina. Poi però qualcosa non ha funzionato, Pea è andato e tornato, ma ormai i giochi erano fatti. I giocatori buoni ci sono. Qualcosa va cambiato, ma la base c’è. Ma ci vuole calma all’Euganeo.

    Si è sciolto sul più bello invece il Varese. I lombardi erano diretti verso la terza partecipazione consecutiva ai playoff. Poi il crollo finale, costato la panchina a Castori. Dopo il due non c’è stato il tre. O è solo rimandato?

Il ritorno dei Butei – L’Hellas oltre le beffe, ricordando una partita storica

L'uzbeko

L’uzbeko

Il campionato di Serie B sta giungendo al termine. Se tutto va come dovrebbe andare, le tre promosse saranno Sassuolo, Livorno e Hellas Verona.

Per gli emiliani sarebbe un momento storico, la prima volta in Serie A. Sarebbe un evento anche per la classe regina stessa. Nella storia della nostra prima divisione, solo il Casale è stato espressione di un centro più piccolo. E già che c’era ha vinto anche uno scudetto.

Il Livorno tornerebbe tra le grandi dopo 3 stagioni di patimenti. Bravi tutti ad evitare che la squadra cadesse in un lungo oblio, come spesso è capitato a tante realtà che sono retrocesse dopo belle annate in Serie A. Insomma, c’è vita oltre Cristiano Lucarelli.

La storia recente più travagliata è però quella dell’Hellas Verona. Negli ultimi 12 anni, per i tifosi gialloblu l’espressione “se tutto va come dovrebbe andare” è suonata spesso come una presa in giro.

La lista delle beffe è lunga. Nel 2004-2005 l’Hellas arriva settimo in Serie B. Quell’anno Torino, Genoa e Perugia, tra fallimenti e valigette piene di soldi offerte per addomesticare partite, si giocano in vario modo la possibilità di usufruire delle promozioni conquistate sul campo. I ripescaggi premiano Treviso ed Ascoli. Che era arrivato sesto con solo un punto in più del Verona.

Non me ne vogliano i butei se ho messo la sua foto. Dovere di cronaca...

Non me ne vogliano i butei se ho messo la sua foto. Dovere di cronaca…

Nel 2006-2007 la squadra va male. A fine stagione è diciottesima a pari merito con la Triestina. Gli alabardati hanno una differenza reti migliore e sono salvi. I gialloblu sono costretti al play-out con lo Spezia. Pronostici tutti per loro, ma in Liguria si perde 2-1 e al Bentegodi non si va oltre lo 0-0. In quella partita, l’attaccante Aniello Cutolo sbaglia una facile rete che avrebbe significato la salvezza. Ancora oggi, per i tifosi gialloblu il suo nome è l’equivalente di quello Margaret Thatcher per i minatori inglesi.

L’anno dopo, in C1, si parte con l’obiettivo di essere la Juventus della categoria e di cogliere subito la promozione. Si parte col record di abbonamenti e l’entusiasmo a mille. Finisce in psicodramma. La squadra va malissimo da subito e per tutto l’anno non si schioda dall’ultimo posto. È un valzer di allenatori. Inizia Franco Colomba, prosegue Maurizio Sarri, conclude Davide Pellegrini. Con quest’ultimo nel finale di stagione si ha una reazione d’orgoglio. All’ultima giornata si va a Manfredonia contro la squadra locale. Scontro direttissimo. I pugliesi sono ultimi e hanno bisogno di vincere con due gol di scarto per evitare la retrocessione diretta. E vincono, ma solo 2-1 e al 92′. Il gol del Verona, fondamentale, lo segna l’uzbeko Ilyas Zeytulaev, discontinuo centrocampista mezzo calvo, già del vivaio della Juventus.

Ai play-out contro la Pro Patria è ancora terrore. All’andata, vittoria per 1-0. Al ritorno, a pochi minuti dalla fine, il risultato è lo stesso, ma a favore dei tigrotti di Busto Arsizio che, in virtù della migliore posizione di classifica in stagione regolare, sarebbero salvi. Ultimo minuto. Il portiere Rafael rinvia. Un difensore spizza, un giocatore dell’Hellas intercetta, entra in area e scarica in porta. Gol, pareggio, salvezza, goti par tuti. Il marcatore? Sempre lui, sempre l’uzbeko. Da quel giorno un eroe mai dimenticato.

Nel 2009-2010 la società fa sul serio. Promozione come obiettivo dichiarato e squadra costruita per la vittoria. Il campionato è di vertice e ad un certo punto l’Hellas è prima con 8 punti di vantaggio sulla seconda. Poi, all’improvviso, il crollo. Nelle ultime 11 partite colleziona solo 11 punti e viene raggiunta dalle inseguitrici Pescara e Portogruaro. Ironia della sorte, l’ultima giornata è contro i veneziani al Bentegodi. Basterebbe una vittoria per cogliere comunque la promozione diretta e dimenticare gli ultimi mesi di sofferenza. Vince il Portogruaro 1-0. Shock. La squadra non c’è più con la testa e ai play-off va fuori contro il Pescara.

La speranza odierna, Daniele Cacia

La speranza odierna, Daniele Cacia

L’ultima beffa è dell’anno scorso. L’Hellas è neopromosso in Serie B e fa un campionato sorprendente, stando sempre nei piani alti della classifica. Purtroppo Torino e Pescara sono troppo forti, ma i play-off vengono conquistati con facilità. Di fronte c’è il Varese. All’andata, in Lombardia, va subito male, 2-0. Il ritorno finisce invece 1-1 con molte recriminazioni per un aribitraggio impreciso.

Bene, io ora immagino già il commento di qualche ipotetico tifoso gialloblu che stia leggendo: “sì ma, (bestemmia che ometto per decenza, ma che comunque fa rima con Sandokan), sto mona se ga desmentegà la pì bruta de tute“. Calmi, ci arriviamo. Passo indietro.

18 novembre 2001. Si gioca il primo, storico, derby di Verona in Serie A tra Chievo e Hellas. Oddio, derby di Verona…per i tifosi dell’Hellas è in pratica la partita tra LA squadra della città e un branco di parvenu che rappresentano giusto un sobborgo famoso per la diga sull’Adige e perchè ci è morto Umberto Boccioni cadendo da cavallo. Sì, esatto, il futurista. Visto che aveva ragione a preferire le automobili?

Formazioni di quella sera. Chievo: Lupatelli, Foglio, D’Anna, Legrottaglie, Lanna; Manfredini, Corini, Perrotta, Eriberto; Corradi, Marazzina. In panca Gigi Del Neri. Hellas: Ferron, Paolo Cannavaro, Gonnella, Oddo, Seric, Zanchi; Camoranesi, Leonardo Colucci, Italiano; Mutu, Frick. Allenatore Alberto Malesani. A disposizione, tra gli altri, Gilardino, Andrea Dossena, Salvetti e Cassetti.

Alberto Malesani sotto la curva. Prima di disfarsi del giaccone...

Alberto Malesani sotto la curva. Prima di disfarsi del giaccone…

Quel Chievo era il Chievo dei miracoli. Inutile parlarne ancora. Ma quell’Hellas, a suo modo, non era meno prodigioso. Chi aveva messo assieme quei giocatori aveva fatto un gran lavoro, ma forse aveva sbagliato i tempi. Qualche anno dopo, con quella squadra, forse si sarebbe anche potuto lottare per un posto in Champions League. E forse all’Europa qualcuno aveva inziato a pensarci anche quell’anno, anche quella sera.

Minuto 30′. Corini lancia sulla destra. Eriberto, non ancora Luciano, tocca al volo e insacca. Passano sette minuti, sempre Eriberto. Il brasiliano crossa, Seric tocca col braccio. Rigore. Gol di Corini. 2-0.

Ecco, qua cambia tutto.

Reazione immediata. Al 40′ Mutu scatta e si lascia tutti dietro. Lupatelli lo stende. Altro rigore. Oddo trasforma e accorcia. Secondo tempo. Dopo 25 minuti si smuove ancora il punteggio. Salvatore Lanna anticipa l’ancora argentino Mauro German Camoranesi e insacca di precisione all’angolino. Piccolo dettaglio: nella sua porta. È 2-2 e l’inerzia della partita ora è tutta per l’Hellas.

Minuto 73′. Azione sulla sinistra, Salvetti alza la testa e mette al centro. La difesa del Chievo è immobile. Camoranesi no. Tocco in anticipo su Lupatelli e gol del 3-2. Che è anche il risultato finale. Il post-gara passa alla storia. Malesani al triplice fischio corre sotto la curva sud nel tripudio generale. Si fa prendere talmente tanto dall’entusiasmo che, sotto la pioggia, si spoglia e lancia il giaccone ai tifosi. Dimenticandosi delle chiavi di casa che stanno nelle tasche.

Mutu e Malesani. Quando ancora non si sospettava niente...

Mutu e Malesani. Quando ancora non si sospettava niente…

Insomma un’impresa prodigiosa, quella sera. Ma anche nel resto della stagione. Alla fine del girone d’andata l’Hellas è quasi in zona UEFA. Nel ritorno crolla, fa solo 14 punti totali e perde le ultime 3 partite, tra cui quella decisiva, all’ultima giornata, contro il Piacenza. Il Verona, con una squadra con 3 futuri campioni del mondo e un manipolo di ottimi giocatori, retrocede.

Non tornerà mai più in Serie A. Ma il prossimo anno ci sarà. Se tutto va come dovrebbe andare, ovvio.

Semifinali di Champions e Europa League: è ancora sputtanamento

Il padre ispiratore di questi pronostici

Il padre ispiratore di questi pronostici

Ormai ci ho preso gusto e rilancio. Dopo gli ottavi e i quarti di Champions, voglio dare i miei sconclusionati pronostici anche sulle semifinali. In più mi spingo a prevedere cosa succederà anche in Europa League. L’ultima volta ho indovinato tre pronostici su quattro. Vediamo se la media migliora.

Bayern Monaco – Barcelona

Il trofeo Pep Guardiola, in pratica. Chiariamoci: due squadre fortissime. Fare un pronostico è come scegliere se andare a letto con Belen o con Scarlett Joahnsson. Come si fa? Andiamo con il raziocinio. Il Bayern ha un miglior portiere, più fame e maggiore solidità. Il Barcelona è il Barcelona. Ha Messi, il Camp Nou e un centrocampo che rimarrà nella storia del gioco. La butto lì. Se i tedeschi riusciranno a non prendere gol all’Allianz Arena possono passare il turno. Andasse male, che problema c’è? Il prossimo anno c’è il Pep. Pronostico: Bayern Monaco.

Borussia Dortmund – Real Madrid

Una guerra di religione. Inutile ripetere cosa differenzia queste due squadre. Klopp e i suoi ragazzi (molti dei quali, se fossero brasiliani o argentini, saremmo stufi di sentire elogiare in TV e sui giornali) hanno l’opportunità di entrare nell’Olimpo. E hanno già dimostrato di poter battere il Madrid. In autunno, nel girone, i tedeschi vinsero in casa e al Bernabeu fecero soffrire le meringhe fino allo fine. Pronostico scontato? No, perchè il Real ha in panchina un certo Josè Mourinho. Dopo due semifinali perse un pò così, questa non se la lascia sfiggire. Pronostico: Real Madrid.

Passiamo all’Europa League.

Basilea – Chelsea

Sulla carta basterebbe una riga. Peccato che il Chelsea non stia vivendo la stagione della vita e che l’Europa League sia, in sostanza, un ripiego. Tutto dipenderà da questo. Gli uomini di Benitez cercheranno con vigore di vincere almeno questa competizione o affronteranno l’impegno scarichi perchè non abbastanza ingolositi? Nel secondo caso si mette dura. Il Basilea è un buon mix tra vecchie volpi (Frei, Streller, i gemelli Degen) e nuove leve (Salah su tutti). Distrarsi non si può. Pronostico: Chelsea.

Benfica – Fenerbahce

Devo ripetere il discorso fatto per la sfida tra Madrid e Galatasaray dei quarti di Champions. Andateci voi a giocarvi una qualificazione in Turchia e fatemi sapere che si prova. Il Benfica sembra una squadra migliore e ha fatto una campagna europea di livello. Il Fenerbahce ha più nomi che giocatori ed è stato anche un pò aiutato dal sorteggio benevolo. Però, sarà anche un luogo comune, io contro i turchi non ci scommetteri quasi mai. E i portoghesi spesso si sciolgono sul più bello. Pronostico: Fenerbahce.

 

Serie A, lotta per la salvezza: Genoa, Siena e Palermo. Chi la spunterà?

Mancano solo 7 giornate alla fine del campionato di calcio di Serie A. In testa la corsa per lo scudetto sembra avere già un vincitore annunciato: la Juventus.

In coda un’altra certezza. Il Pescara, dopo un buonissimo girone d’andata, è imploso avendo colto un solo punto in tutto il girone di ritorno. Un posto per la retrocessione dovrebbe essere già prenotato per gli abbruzzesi. Ne mancano 2.

Qua la situazione si fa ingarbugliata. Al momento sono tre le squadre che rischiano. Genoa, Siena e Palermo si contenderanno la salvezza fino alla fine. Si trovano tutte a 27 punti. Tutte e tre hanno qualcosa su cui puntare forte. Sarà una corsa molto interessante.

Analizziamola aspetto per aspetto, cercando di assegnare dei punti per ognuno di essi.

Stefano Sorrentino, portiere del Palermo

Stefano Sorrentino, portiere del Palermo

Portieri: tutte e tre le squadre possono contare su estremi difensori di esperienza e carisma. Di questi quello più regolare sembra essere il rosanero Stefano Sorrentino. Sebastian Frey è un portiere di livello, ma ogni tanto ha battute a vuoto e risente più degli altri dell’età. Gianluca Pegolo è il meno dotato dei tre. Anche il dodicesimo del Palermo, Francesco Benussi, sembra più affidabile rispetto agli omologhi Tzorvas e Farelli. Punto al Palermo.

Massimo Paci, difensore  del Siena

Massimo Paci, difensore del Siena

Difesa: guardiamo i numeri dei gol subiti. Siena 42, Palermo 44, Genoa 49. Cifre simili, difficile scegliere. Per tutti difesa a tre. I toscani hanno difensori affidabili e concreti (Terlizzi, Paci, Terzi, Texeira), i siciliani singoli meno sicuri e fisicati (l’unico che è stato costante è Von Bergen e spesso al centro gioca Donati, un centrocampista). Per il Genoa uomini esperti, fisici e bravi sulle palle alte (Portanova, Granquvist, Moretti, Bovo, Manfredini), caratteristica questa che li rende più pericolosi dei colleghi quando salgono sui calci piazzati. Il reparto meglio assortito sembra comunque quello del Siena.

Simone Vergassola, centrocampista del Siena

Simone Vergassola, centrocampista del Siena

Centrocampo: più manovriero quello del Palermo, di lotta al centro e di fantasia sulle ali quello del Siena, più tecnico quello del Genoa, anche se con l’apporto di qualche cagnaccio fondamentale. A livello di nomi, i liguri sembrano avere il reparto migliore, ma devono fronteggiare infortuni e singoli non al top della forma. I rosanero hanno una truppa di centrali molto buona, ma pagano dazio sugli esterni. Per i toscani quantità e geometria in mezzo (Della Rocca, Calello, Vergassola) ed esterni di corsa e estro (Reginaldo, Rubin, Valiani, Angelo). Anche qua il migliore sembra il Siena.

Marco Borriello, attaccante del Genoa

Marco Borriello, attaccante del Genoa

Attacco: torniamo ai numeri. Gol segnati: Siena e Genoa 31, Palermo 28. I rosanero pagano l’infortunio di Hernandez, la non perfetta forma fisica di Miccoli e le difficoltà di tutti gli altri. Il bianconeri hanno trovato il miglior Rosina da anni, un inaspettato Innocent Emeghara, più un paio di gol da tutti gli altri attaccanti. I rossoblu possono contare sul centravanti più forte delle tre squadre: Marco Borriello. A supporto Bertolacci o Jorquera e come cambio Ciro Immobile. Per numeri e capacità di trovare il gol dal nulla il punto va al Genoa.

Giuseppe Sannino, allenatore del Palermo

Giuseppe Sannino, allenatore del Palermo

Allenatori: panchine agitate per tutti. Il Genoa dopo De Canio e Del Neri si è affidato a Ballardini. Nelle prime partite sembrava aver ridato slancio alla squadra, poi qualcosa si è bloccato. Nel Siena Iachini ha rilevato Cosmi riuscendo a migliorare una media punti comunque non disprezzabile. Sannino è tornato in Sicilia dopo mesi. Nelle prime uscite sembra che sia riuscito a risolvere il problema principale che sembrava affliggere la squadra: la tenuta mentale. Per questo e per la grinta che sembra aver trasmesso ai suoi il punto va al Palermo.

La curva genoana a Marassi

La curva genoana a Marassi

Calendario: il Siena ha 3 partite in casa (di cui le ultime due con Fiorentina e Milan) e 4 in trasferta (subito il Pescara, poi un trittico terribile con Roma, Catania e Napoli). Il Genoa ne ha 4 in casa (ma una è il derby con la Sampdoria) e tre in trasferta tutte in pparenza abbordabili. Per il Palermo 4 partite al Barbera (tutte più o meno alla portata) e tre trasferte all’apparenza quasi impossibili (il derby col Catania, Juventus e Fiorentina). Nel finale di campionato saltano fuori tanti fattori, ma il calendario migliore sembra quello del Genoa.

Scontri diretti: qua c’è poco spazio per le opinioni. Il Siena è in vantaggio sia sul Palermo che sul Genoa, quindi in caso di arrivo a pari punti sarebbe sempre salvo. Se arrivassero a pari punti Palermo e Genoa la situazione sarebbe più complicata. I due scontri diretti sono finiti in parità, per cui conterebbero la differenza reti generale (che attualmente vede il Palermo avanti di due gol) e in seconda battuta le reti fatte (che, come abbiamo visto, premierebbero il Genoa).

Riassumendo: nel mio tabellino tutte e tre le squadre hanno ottenuto 2 punti. Mi chiedete un pronostico? Non è semplice, anche perchè sarei pure tifoso di una di loro. Se proprio devo fare un nome secco dico Siena. Ha il vantaggio della classifica avulsa e, ricordiamolo, senza la penalizzazione avrebbe 6 punti più delle altre.

Ci rivediamo a maggio per il mio sputtanamento.

Quarti di Champions: quale migliore occasione per sputtanarsi un’altra volta?

L'uomo da cui ho tratto ancora una volta ispirazione per questo post...

L’uomo da cui ho tratto ancora una volta ispirazione per questo post…

In data 21 dicembre 2012, quando il mondo avrebbe dovuto essere ad un passo dalla fine, scrivevo questo sugli ottavi di finale di Champions League. Su 8 pronostici ne ho indovinati 6, non un brutto risultato, ma mi brucia un pò aver sbagliato l’esito di due doppi confronti parecchio equlibrati.

Vediamo ora insieme cosa propongono i quarti di finale. E, ça va sans dire, proverò a infangare ancora una volta il mio buon nome.

Borussia Dortmund – Malaga

Ironia della sorte, il sorteggio ha voluto che si scontrassero le due squadre che avevo dato per eliminate. I tedeschi hanno tutto per passare il turno: gioco, uomini, idee, entusiasmo. Il Malaga è una squadra particolare. Il suo presidente è l’unico sceicco tirchio del calcio che conta, la sua guida è un ingegnere (in tutti i sensi) della panchina come Manuel Pellegrini e in campo conta su uno strano mix di pochi giovani interessanti e molti vecchi bucanieri d’assalto. Il pronostico però non può non andare ai tedeschi, anche perchè avranno la sfida di ritorno in casa. Comunque sarà meno equilibrata di quanto si potrebbe pensare. Pronostico: Borussia Dortmund.

Real Madrid – Galatasaray

Ora, se c’è una cosa che non auguro neanche al mio peggior nemico calcistico, questa è andare a giocarsi una qualificazione importante in uno stadio turco. Detto questo, pensare che il Real Madrid possa avere dei problemi contro il Galatasaray è abbastanza ardito. Gli spagnoli dovrebbero passare facilmente ma, qualora la partita d’andata al Bernabeu andasse bene, ma non benissimo, il ritorno potrebbe essere molto interessante. Molto suggestivo lo scontro tra Mourinho e i suoi due vecchi pupilli Drogba e Sneijder. Ma colui che può fare davvero male è Burak Yilmaz. Pronostico: Real Madrid.

PSG – Barcelona

Più che una partita, una disputa filosofica. L’all-stars parigina si trova davanti alla sfida più difficile. È improbabile che la possa superare, ma il Barcelona quest’anno ha più volte dimostrato che di tanto in tanto diventano normali anche loro. Inoltre, la paura presa negli ottavi contro il Milan potrebbe aver eliminato ogni sensazione di supposta superiorità. Dall’altra parte tanto dipenderà, ovviamente, da Zlatan Ibrahimovic. A fine mese si deciderà se la squalifica che lo terrà fermo per l’andata verrà ridotta. In ogni caso, a differenza del passato, questa volta nessuno scommette su di lui. Potrebbe essere un bene? Pronostico: Barcelona.

Bayern Monaco – Juventus

Se fossi juventino sarei contento di aver trovato il Bayern. Squadra dura, durissima, da superare, ma non imbattibile. Insomma non è l’outsider che rischia di farti prendere alla leggera l’impegno, nè una delle due spagnole con cui ti sembra di essere sconfitto in partenza. È un’impresa difficile, ma non impossibile. Certo, ci vorrà la miglior Juventus e sarà fondamentale riuscire a segnare almeno un gol all’Allianz Arena. Un altro fattore che peserà sarà l’esperienza a certe sfide. Il blocco principale del Bayern ha alle spalle due finali perse. Nella Juve solo Buffon, Pirlo e Anelka possono dire di esserci già passati. Pronostico: Juventus.

Ottavi di Champions: quale migliore occasione per sputtanarsi?

L'uomo da cui ho tratto ispirazione per questo post...

L’uomo da cui ho tratto ispirazione per questo post…

Ieri sono stati sorteggiati gli accoppiamenti per gli ottavi di finale di Champions League. Ve li propongo di seguito con qualche nota. Siccome sono una persona che non teme il pubblico ludibrio, troverete anche i miei pronostici.

Celtic – Juventus

È vero che il Celtic Park è campo ostico per tutti, è vero che gli scozzesi nel girone hanno messo in crisi il Barcelona sia all’andata che al ritorno (vittoria nel finale avendo il 20% di possesso palla), ma la Juve è squadra di altra caratura. Contro le probabile barricate del Celtic, saranno fondamentali, come sempre, gli inserimenti di Marchisio e Vidal. Pronostico: Juventus

Valencia – PSG

Sorteggio benevolo per i parigini. Il Valencia non sta vivendo una stagione memorabile e di recente ha cambiato allenatore. L’unico punto a vantaggio degli spagnoli è forse la maggiore esperienza europea ma, se andiamo a vedere bene, molti giocatori chiave del PSG hanno comunque vissuto certe sfide con altre maglie. Prevedo un Ibrahimovic più volte in gol. Pronostico: PSG

Real Madrid – Manchester United

Suona come una frase fatta, ma rischia di essere, se non una finale, almeno una semifinale anticipata. Non sarà un doppio confronto troppo spettacolare, ma la classe in campo è talmente tanta che sarà impossibile non divertirsi. Molte le storie che staranno sullo sfondo. Il Madrid comunque ha qualcosa in più e sarà motivato dal pessimo andamento in Liga. Pronostico: Real Madrid

Shakthar – Borussia Dortmund

Rischia di essere la perla degli ottavi. Due squadre giovani, piene di talento, motivate, con due allenatori che propongono un calcio propositivo. O si annullano a vicenda, o ne viene fuori una delle doppie sfide più belle degli ultimi anni. Gli ucraini da queste parti ci sono già passati, i tedeschi nel complesso sono forse un pò più forti. Potrebbero decidere i rigori. Pronostico: Shakthar

Arsenal – Bayern

Anche qua, abbinamento equilibrato. Il Bayern però ha più carte a sua disposizione. L’Arsenal può avere chance se riuscirà a terminare la gara d’andata senza subire gol. In caso contrario si dovrebbe espugnare l’Allianz Arena. L’Inghilterra rischia di non avere nessuna squadra ai quarti per la prima volta dopo 17 anni. Curiosità per il ritorno di Podolski in Germania. Pronostico: Bayern

Porto – Malaga

Gli spagnoli, pur in un girone non impossibile, hanno sorpreso. Il Porto, bene o male, è ormai una certezza del calcio europeo, nonostante le continue cessioni illustri. Questo può fare la differenza. In ogni caso anche qua regnerà l’equilibrio e potrebbero scapparci i rigori. Isco del Malaga ha l’occasione di farsi conoscere a livello globale. Pronostico: Porto

Galatasaray – Schalke 04

Sfida tra Turchia e Germania e, quando si affrontano queste due realtà, difficilmente sono scontri banali. Può diventare un confronto tra attaccanti: Klaas-Jan Huntelaar per i tedeschi, Burak Yilmaz per gli uomini di Terim. Quest’ultimi stanno vivendo un periodo migliore e in casa possono contare su un ambiente difficile per qualunque avversario. Pronostico: Galatasaray

Milan – Barcelona

A meno di sorprese gustose dal mercato di gennaio, quella del Milan è quasi una missione impossibile. I catalani, pur con qualche problema (i problemi di salute del tecnico Vilanova, per esempio), rimangono la squadra più forte in potenza. Se si limitano i danni a San Siro, i rossoneri possono sperare nel colpaccio. Ma è dura. Pronostico: Barcelona

P.S. Abbiate clemenza se non dovessi beccarne uno. Sono pur sempre pronostici fatti con due mesi d’anticipo.