Gli impresentabili – Continua il viaggio alla scoperta delle squadre peggiori d’Europa

Continua il nostro viaggio nell’albo d’oro del premio Squadraccia d’Europa.

Lo stemma dell'Ajax Lasnamae (fonte: logo-city.org)

Lo stemma dell’Ajax Lasnamae (fonte: logo-city.org)

2007-2008 – Quando nel calcio dici Ajax non puoi non emozionarti. Vale anche per la storia di questo premio. Ovvio, non parlo dell’Ajax olandese, ma del fenomenale Ajax Lasnamae, compagine della città di Tallinn, in Estonia. Nel 2005 arriva per la prima volta nella Meistriliiga, la massima serie. Al primo anno tra i grandi ottiene una salvezza che ha del miracoloso. Come si sa, i miracoli di solito non si ripetono e nel 2007 è rumba.

Ultimo posto con solo 5 punti, frutto di una vittoria, 2 pareggi e 33 sconfitte. Tra i risultati da ricordare un 0-13, un 0-11, due 0-10 e due 1-7. Ironia della sorte, l’unico successo arriva contro l’F.C. Kuressaare, la squadra che aveva inaugurato il nostro albo d’oro e che con l’Ajax Lasnamae condivide anche i colori sociali. Insomma, la morale è che se sei gialloblu e giochi in Estonia sono cazzi acidi.

Lo stadio del Ranger's. No, magari pensavate fosse il Camp Nou... (fonte: soccerway.it)

Lo stadio del Ranger’s. No, magari pensavate fosse il Camp Nou… (fonte: soccerway.it)

2008-2009 – Si può passare nel giro di pochi anni dall’essere campioni nazionali ad essere la squadra peggiore d’Europa? Sì, è successo al Ranger’s di Andorra la Vella. Beh, se giochi ad Andorra è facile, ma comunque è notevole. I pirenaici, che sono stati anche i primi ad interrompere l’egemonia orientale del nostro titolo, hanno vinto il loro campionato due volte, nel 2005-2006 e nel 2006-2007. Grazie a questi risultati hanno anche respirato l’aria delle coppe europee, sebbene siano sempre stati eliminati quasi subito. Nel 2007-2008 arriva un onorevole terzo posto. Poi la dignità finisce.

Durante l’estate i migliori giocatori se ne vanno. Campionato duro quindi? Durissimo…Il torneo è diviso in due. Nella prima parte tutti affrontano tutti per un totale di 14 partite. Ii nostri vincono 4-1 contro l’Engordany, ma purtroppo le restanti 13 le perdono tutte. Si segnalano uno 0-12 contro il Santa Coloma e ben tre 0-7. C’è ancora il Relegation Round però. Nella fase successiva il campionato viene diviso in due gironi da 4. Tra i migliori ci si gioca lo scudetto, tra gli altri si cerca di evitare l’unico posto prenotato per la retrocessione. L’Inter Escaldes, penultima, dista solo 4 punti. L’impresa è ancora fattibile. Forse. Altre 6 partite, altre 6 sconfitte, 2 gol fatti, 29 subiti. Adeu, Ranger’s…

Lo stemma del Milano Kumanovo (fonte: uefaclubs.com)

Lo stemma del Milano Kumanovo (fonte: uefaclubs.com)

2009-2010 – Diventare una Squadraccia d’Europa non è cosa semplice. Gli avversari possono utilizzare qualsiasi mezzo e bisogna stare sempre sulle spine. Ne sa qualcosa il Milano Kumanovo, squadra macedone della città di Kumanovo. Ah, questi si chiamano Milano e hanno le maglie rossonere, ma le coincidenze si fermano qua.

In quella stagione il campionato macedone è alquanto movimentato. Innanzitutto il Pobeda viene punito dalla UEFA per un tentativo di combine in occasione di un preliminare di Champions del 2004. La squadra viene esclusa dai tornei europei per 8 anni e la federazione macedone si allinea escludendoli anche dal loro campionato. In più vengono annullate tutte le loro partite di quell’anno. Non finisce qui. Lo Sloga Jugomagnat e il Makedonija, in aperta polemica con la federazione, decidono di boicottare il torneo e non si presentano a due partite consecutive. Subiscono la stessa sorte del Pobeda. Il Turnovo e il Vardar si fermano invece ad una rinuncia, beccando come punizione solo tre punti di penalizzazione.

In una situazione del genere parrebbe semplice salvarsi. Parrebbe, appunto. Il Milano Kumanovo non si lascia condizionare e sbanca tutto conquistando solo 6 punti, grazie ad una vittoria e 3 pareggi. Tecnicamente avrebbe ancora la possibilità di salvarsi, dovendo giocare uno spareggio contro il Bregalnica Stip, quarto in serie B. Avrebbe, appunto. Perdono 2-1 ai supplementari. E pensare che in campionato le vittorie sarebbero state anche 2. Ma una era stata ottenuta contro il Pobeda, quindi non valeva più…

Un'esultanza dei giocatori del Čukarički. Incredibilmente pare essere dell'annata 2010-2011 (fonte: http://fudbalsrbija.net)

Un’esultanza dei giocatori del Čukarički. Incredibilmente pare essere dell’annata 2010-2011 (fonte: http://fudbalsrbija.net)

2010-2011 – Calcisticamente parlando in Serbia comanda Belgrado. E a Belgrado comandano Stella Rossa e Partizan, rivali eterni e mai conciliabili. La rivalità tra questi due club è talmente ingombrante che spesso ci si dimentica che nella capitale serba ci sono anche altre squadre, come il Rad, l’OFK e alcune che vengono dai sobborghi, tipo il Borča e il Čukarički.

Quest’ultima ha provato a mettersi sulla mappa del calcio con la straordinaria stagione 2010-2011, nel quale ha conquistato 5 punti in 30 partite. Posizione finale in classifica? Dai, non fatemi ridere… Ah, tutti pareggi, sia chiaro. Il vero punto di forza è stato l’attacco: 10 gol, di cui solo 3 in trasferta. A fine anno ben tre calciatori (di altre squadre, ovviamente) da soli avevano fatto uguale o addirittura meglio. Sembrerà strano, ma una simile primizia non è stata apprezzata dai tifosi. Durante l’anno la media spettatori è stata di sole 477 persone, in uno stadio che ne poteva contenerne fino a 7.000. Incompetenti…

Una foto che ben sintetizza le straordinarie annate dell'Ajax Lasnamae (fonte: lavanguardia.com)

Una foto che ben sintetizza le straordinarie annate dell’Ajax Lasnamae (fonte: lavanguardia.com)

2011-2012 – Parliamoci chiaro, senza giri di parole. A fare una stagione di merda sono capaci tutti. Ma fare una stagione di merda, retrocedere, tornare in Serie A e farne una ancora peggiore è roba da professionisti. E tali dovrebbero essere definiti tutti coloro che gravitano intorno all’Ajax Lasnamae. Dopo il grande successo del 2007, la squadra ha vissuto momenti tristi in Serie B, ma nel 2011 è tornata tra i grandi.

E ce n’è stato per tutti. Le parole non bastano. Cito qualche risultato conquistato durante l’anno: 0-14, 1-13, 0-12, 0-11, 0-9. I 7 a 0 al passivo sono addirittura sette. Il reparto arretrato è spettacolare. A fine campionato sotto la colonnina dei gol subiti compare un memorabile 192, per una media di 6.4 a partita. La differenza reti, -181, è quasi zero assoluto. Di vincere partite non se ne parla nemmeno, ma vengono colti comunque 4 pareggi. Tre di questi arrivano contro il solito Kuressaare. Il che mi fa pensare che gli regalino punti apposta per evitare che battano tutti i record. Il problema è che l’Ajax è davvero una macchina da guerra. Il Kuressaare è fortissimo, ma gli altri sono degli extraterrestri. Insomma, una storia tipo Real Madrid e Barcelona nella Liga degli ultimi anni. Ecco sì, una specie…

Bene, il percorso storico è terminato. Vi aspetto verso metà agosto per conoscere il podio della stagione 2012-2013. Un saluto

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