Comunicazione di servizio: A52 ora è anche su Twitter!

Ora siamo anche qua (fonte: gizmondo.it)

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Per il resto, il blog tornerà nei prossimi giorni con nuovi contributi.

Rimanete sintonizzati. Un saluto.

 

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Gli impresentabili – Continua il viaggio alla scoperta delle squadre peggiori d’Europa

Continua il nostro viaggio nell’albo d’oro del premio Squadraccia d’Europa.

Lo stemma dell'Ajax Lasnamae (fonte: logo-city.org)

Lo stemma dell’Ajax Lasnamae (fonte: logo-city.org)

2007-2008 – Quando nel calcio dici Ajax non puoi non emozionarti. Vale anche per la storia di questo premio. Ovvio, non parlo dell’Ajax olandese, ma del fenomenale Ajax Lasnamae, compagine della città di Tallinn, in Estonia. Nel 2005 arriva per la prima volta nella Meistriliiga, la massima serie. Al primo anno tra i grandi ottiene una salvezza che ha del miracoloso. Come si sa, i miracoli di solito non si ripetono e nel 2007 è rumba.

Ultimo posto con solo 5 punti, frutto di una vittoria, 2 pareggi e 33 sconfitte. Tra i risultati da ricordare un 0-13, un 0-11, due 0-10 e due 1-7. Ironia della sorte, l’unico successo arriva contro l’F.C. Kuressaare, la squadra che aveva inaugurato il nostro albo d’oro e che con l’Ajax Lasnamae condivide anche i colori sociali. Insomma, la morale è che se sei gialloblu e giochi in Estonia sono cazzi acidi.

Lo stadio del Ranger's. No, magari pensavate fosse il Camp Nou... (fonte: soccerway.it)

Lo stadio del Ranger’s. No, magari pensavate fosse il Camp Nou… (fonte: soccerway.it)

2008-2009 – Si può passare nel giro di pochi anni dall’essere campioni nazionali ad essere la squadra peggiore d’Europa? Sì, è successo al Ranger’s di Andorra la Vella. Beh, se giochi ad Andorra è facile, ma comunque è notevole. I pirenaici, che sono stati anche i primi ad interrompere l’egemonia orientale del nostro titolo, hanno vinto il loro campionato due volte, nel 2005-2006 e nel 2006-2007. Grazie a questi risultati hanno anche respirato l’aria delle coppe europee, sebbene siano sempre stati eliminati quasi subito. Nel 2007-2008 arriva un onorevole terzo posto. Poi la dignità finisce.

Durante l’estate i migliori giocatori se ne vanno. Campionato duro quindi? Durissimo…Il torneo è diviso in due. Nella prima parte tutti affrontano tutti per un totale di 14 partite. Ii nostri vincono 4-1 contro l’Engordany, ma purtroppo le restanti 13 le perdono tutte. Si segnalano uno 0-12 contro il Santa Coloma e ben tre 0-7. C’è ancora il Relegation Round però. Nella fase successiva il campionato viene diviso in due gironi da 4. Tra i migliori ci si gioca lo scudetto, tra gli altri si cerca di evitare l’unico posto prenotato per la retrocessione. L’Inter Escaldes, penultima, dista solo 4 punti. L’impresa è ancora fattibile. Forse. Altre 6 partite, altre 6 sconfitte, 2 gol fatti, 29 subiti. Adeu, Ranger’s…

Lo stemma del Milano Kumanovo (fonte: uefaclubs.com)

Lo stemma del Milano Kumanovo (fonte: uefaclubs.com)

2009-2010 – Diventare una Squadraccia d’Europa non è cosa semplice. Gli avversari possono utilizzare qualsiasi mezzo e bisogna stare sempre sulle spine. Ne sa qualcosa il Milano Kumanovo, squadra macedone della città di Kumanovo. Ah, questi si chiamano Milano e hanno le maglie rossonere, ma le coincidenze si fermano qua.

In quella stagione il campionato macedone è alquanto movimentato. Innanzitutto il Pobeda viene punito dalla UEFA per un tentativo di combine in occasione di un preliminare di Champions del 2004. La squadra viene esclusa dai tornei europei per 8 anni e la federazione macedone si allinea escludendoli anche dal loro campionato. In più vengono annullate tutte le loro partite di quell’anno. Non finisce qui. Lo Sloga Jugomagnat e il Makedonija, in aperta polemica con la federazione, decidono di boicottare il torneo e non si presentano a due partite consecutive. Subiscono la stessa sorte del Pobeda. Il Turnovo e il Vardar si fermano invece ad una rinuncia, beccando come punizione solo tre punti di penalizzazione.

In una situazione del genere parrebbe semplice salvarsi. Parrebbe, appunto. Il Milano Kumanovo non si lascia condizionare e sbanca tutto conquistando solo 6 punti, grazie ad una vittoria e 3 pareggi. Tecnicamente avrebbe ancora la possibilità di salvarsi, dovendo giocare uno spareggio contro il Bregalnica Stip, quarto in serie B. Avrebbe, appunto. Perdono 2-1 ai supplementari. E pensare che in campionato le vittorie sarebbero state anche 2. Ma una era stata ottenuta contro il Pobeda, quindi non valeva più…

Un'esultanza dei giocatori del Čukarički. Incredibilmente pare essere dell'annata 2010-2011 (fonte: http://fudbalsrbija.net)

Un’esultanza dei giocatori del Čukarički. Incredibilmente pare essere dell’annata 2010-2011 (fonte: http://fudbalsrbija.net)

2010-2011 – Calcisticamente parlando in Serbia comanda Belgrado. E a Belgrado comandano Stella Rossa e Partizan, rivali eterni e mai conciliabili. La rivalità tra questi due club è talmente ingombrante che spesso ci si dimentica che nella capitale serba ci sono anche altre squadre, come il Rad, l’OFK e alcune che vengono dai sobborghi, tipo il Borča e il Čukarički.

Quest’ultima ha provato a mettersi sulla mappa del calcio con la straordinaria stagione 2010-2011, nel quale ha conquistato 5 punti in 30 partite. Posizione finale in classifica? Dai, non fatemi ridere… Ah, tutti pareggi, sia chiaro. Il vero punto di forza è stato l’attacco: 10 gol, di cui solo 3 in trasferta. A fine anno ben tre calciatori (di altre squadre, ovviamente) da soli avevano fatto uguale o addirittura meglio. Sembrerà strano, ma una simile primizia non è stata apprezzata dai tifosi. Durante l’anno la media spettatori è stata di sole 477 persone, in uno stadio che ne poteva contenerne fino a 7.000. Incompetenti…

Una foto che ben sintetizza le straordinarie annate dell'Ajax Lasnamae (fonte: lavanguardia.com)

Una foto che ben sintetizza le straordinarie annate dell’Ajax Lasnamae (fonte: lavanguardia.com)

2011-2012 – Parliamoci chiaro, senza giri di parole. A fare una stagione di merda sono capaci tutti. Ma fare una stagione di merda, retrocedere, tornare in Serie A e farne una ancora peggiore è roba da professionisti. E tali dovrebbero essere definiti tutti coloro che gravitano intorno all’Ajax Lasnamae. Dopo il grande successo del 2007, la squadra ha vissuto momenti tristi in Serie B, ma nel 2011 è tornata tra i grandi.

E ce n’è stato per tutti. Le parole non bastano. Cito qualche risultato conquistato durante l’anno: 0-14, 1-13, 0-12, 0-11, 0-9. I 7 a 0 al passivo sono addirittura sette. Il reparto arretrato è spettacolare. A fine campionato sotto la colonnina dei gol subiti compare un memorabile 192, per una media di 6.4 a partita. La differenza reti, -181, è quasi zero assoluto. Di vincere partite non se ne parla nemmeno, ma vengono colti comunque 4 pareggi. Tre di questi arrivano contro il solito Kuressaare. Il che mi fa pensare che gli regalino punti apposta per evitare che battano tutti i record. Il problema è che l’Ajax è davvero una macchina da guerra. Il Kuressaare è fortissimo, ma gli altri sono degli extraterrestri. Insomma, una storia tipo Real Madrid e Barcelona nella Liga degli ultimi anni. Ecco sì, una specie…

Bene, il percorso storico è terminato. Vi aspetto verso metà agosto per conoscere il podio della stagione 2012-2013. Un saluto

Gli impresentabili – Alla scoperta delle squadre peggiori d’Europa

Una vecchia copertina del glorioso Guerino (fonte: primoluglio2004.it)

Una vecchia copertina del glorioso Guerino (fonte: primoluglio2004.it)

Quando ero più giovane passavo i miei pomeriggi estivi a leggere giornali sportivi e sudare. Tra i giornali vi era (e vi è ancora nonostante il tempo libero sia molto meno) il glorioso Guerin Sportivo, vero totem della stampa sportiva italiana di qualità.

Un appuntamento imperdibile con questa rivista arrivava a metà agosto, di solito nel numero che precedeva la pausa estiva. Si trattava (e si tratta ancora nonostante non vi sia più nessuna pausa, visto che nel frattempo la cadenza è passata da settimanale a mensile) dell’inserto Regine d’Europa.

Questo è la raccolta di tutte le classifiche di tutti i campionati europei di calcio. Qualcosa di essenziale e semplice, ma allo stesso tempo irrinunciabile. Ci sono proprio tutte le nazioni, dall’Italia a San Marino, passando per Spagna, Cipro e molte altre.

In poche pagine si riassumono mesi di calcio giocato e di vittorie. Tutte le vincitrici sono lì, a portata di pagina.

Un'altra vecchia copertina del Guerino (fonte: asrtalenti.altervista.org)

Un’altra vecchia copertina del Guerino (fonte: asrtalenti.altervista.org)

Tutto molto bello ma io, come al solito, ho iniziato a notare il lato B della faccenda. Più che appassionarmi agli esiti dei campionati, mi premeva andare a scovare cosa era rimasto in fondo alle classifiche, quali orrori si erano sedimentati nei bassifondi.

Per farla breve, la mia curiosità era tutta per le altre, per gli ultimi. Da lì il passo è stato naturale. Tra tutte le ultime quale sarà la più ultima di tutte? Da questa domanda è nata una tradizione farlocca. Ogni anno aspetto Regine d’Europa per scovare e incoronare lei, la compagine più sgrausa del continente, la Squadraccia d’Europa.

L’operazione non è semplice. Non si tratta solo di un mero calcolo matematico, c’è qualcosa di più, c’è il sentimento.

Anche quest’anno la lotta per il titolo sarà serratissima. Per ingannare l’attesa della prossima edizione vi propongo l’albo d’oro di questo titolo fantomatico, platonico e sostanzialmente inutile.

Lo stemma degli estoni del F.C. Kuressaare (fonte: saaresport.ee(

Lo stemma degli estoni del F.C. Kuressaare (fonte: saaresport.ee)

2003-2004 – Per scovare il primo trionfatore bisogna andare sul Baltico, in Estonia. Al largo della costa vi sono alcune isole. Le più grandi sono Hiiumaa e Saaremaa, che secondo alcuni sarebbe addirittura il centro geografico dell’Europa. Ci interessa quest’ultima. La sua città più importante è Kuressaare, dove ha sede l’F.C. Kuressaare. La maglia è gialloblu e i giocatori sono soprannominati per questo le “gru gialle”. Negli anni le gru si son fatti la fama di squadra ascensore, ossia di compagine avezza a retrocedere e risalire subito con grande frequenza.

Nel 2003, non a caso, si era reduci da una promozione. Obiettivo salvezza tranquilla? Eh sì, magari…Il campionato dei nostri è di altissimo livello. Su 28 partite giocate abbiamo 1 vittoria, 2 pareggi e 25 sconfitte. Tra queste notevole il 17 a 0 subito dalla capolista Flora Tallin. La differenza reti è gelo puro: -110, frutto di 11 gol fatti e 121 subiti. L’attacco rimane a secco per 21 partite e nell’unica in cui riesce a farne 3, la difesa ne prende 9. L’unica vittoria è un 2 a 1 al F.C. Valga, penultimo a fine anno. Anche per loro un bel campionatuccio, ma di fronte avevano dei fenomeni. Impossibile fare peggio.

Una vista aerea della ridente Laç, in Albania

Una vista aerea della ridente Laç, in Albania

2004-2005 – Rimaniamo ad est, ma ci spostiamo vicino a casa. Limitiamoci ad attraversare l’Adriatico e sbarchiamo nella Prefettura di Alessio, in Albania. Qualche ora di viaggio verso l’entroterra e siamo arrivati a Laç, la nostra meta. Qui gioca il KF Laçi, orgoglio di tutta la regione. Anche questa è squadra da discese ardite e da risalite. Peccato che quell’anno la discesa sia un filo troppo ardita.

Il campionato albanese è composto da 10 squadre per un totale di 36 partite. Bene i nostri non ne vincono mezza. E i pareggi sono 2, mica 20. A fine hanno sono 2 punti e 34 sconfitte, 13 gol fatti e 124 subiti. Il distacco dalla penultima è di 26 punti, quello dalla terzultima, e quindi dalla quota salvezza, è un omerico -44. La celebre “matematica certezza” deve essere arrivata abbastanza in fretta. La cosa singolare è che negli anni il Laçi tornerà nella Kategoria Superiore, la Serie A albanese, e si consoliderà anche come una buona squadra. Nel 2010 giocherà perfino i turni preliminari di Europa League contro i bielorussi del Dnepr Mogilev. All’andata è in vantaggio fino al 92′, poi subisce il pareggio. Al ritorno qualcuno coltiva speranze. Finisce 1-7 e tanti saluti. Ah, il Dnepr, mica il Bayern…

Lo stemma del F.C. Bolat di Temirtau (fonte: pagina Twitter del F.C. Bolat)

Lo stemma del F.C. Bolat di Temirtau (fonte: pagina Twitter del F.C. Bolat)

2005-2006 – Come avrete capito, l’est-Europa domina e ci staremo per un bel po’. Per la stagione 2005-2006 bisogna andare nel campionato kazako, che per me dovrebbe vincere senza discussioni il premio di campionato con le squadre dai nomi più fighi della terra (Agtobe Lento, Tobol Qostanai, Ekibastuzetc, giusto per darvi un’idea). La compagine che ci interessa non è da ricordare per la denominazione (anche se comunque si piazza bene anche lì), ma per questa straordinaria annata.

Parliamo del F.C. Bolat di Temirtau, cittadina famosa per le attività siderurgiche. Acciaio quindi, ma la squadra non è manco di latta. Non è niente. Impietose le statistiche. A fine hanno il Bolat conquista un pareggio. E…? E niente! Basta, tutto qui. Un punto in 30 partite. Brutto colpo, considerato che era una neopromossa. Cosa che non sarà mai più, visto che non è più tornata nella massima serie. Peccato, vien da dire…

Ivaylo Drazhev, il presidentissimo (fonte: sofiaecho.com)

Ivaylo Drazhev, il presidentissimo (fonte: sofiaecho.com)

2006-2007 – Questa è una storia meravigliosa. Una squadraccia sotto mentite spoglie. In Bulgaria esiste, dal 1919, il Chernomorets Burgas, squadra della città di Burgas con una buona tradizione. Nel 1997 viene comprata da Ivaylo Drazhev, politico e maneggione di successo che qualche anno più tardi finirà inevitabilmente arrestato. Con un personaggio simile al comando, non è un caso che nel 2004 si vada in bancarotta, con relative retrocessioni. Nell’estate del 2005 il sindaco di Burgas riforma il club. La cosa non sta per niente bene a Drazhev che, l’anno successivo, decide di ricorrere alle maniere forti. Prende il Conegliano German, squadra fondata nel 2001 a Sofia e neopromossa in massima serie, e ne cambia il nome in Chernomorets Burgas Sofia. Per capirci, è come se i Della Valle lasciassero la Fiorentina, si comprassero il Torino e lo ribattezzassero Fiorentina Torino.

Con questi presupposti dove vuoi andare? La squadra è impresentabile. Un pareggio in 30 partite, con 8 gol fatti e 131 subiti. Può andare peggio di così? Sì, perchè i nostri pensano bene di non schierare per la prima giornata il numero di giovani previsto dal regolamento. Risultato? Sconfitta a tavolino e 3 punti di penalizzazione che fanno arrivare il punteggio finale in classifica ad un inarrivabile -2. Oggi il Chernomorets originale è tornato nel calcio che conta. Quello di Sofia arranca nelle serie minori. Ma è per sempre nel mito e nei nostri cuori.

Fine della prima parte. Appuntamento alla prossima settimana per le altre vincitrici.

Generazione di fenomeni: se ne parla ad A52

La gioia dei fenomeni (fonte: vulcanonews.it)

La gioia dei fenomeni (fonte: vulcanonews.it)

Continuano le puntate radiofoniche di A52, la trasmissione sportiva di Radio Doppio Malto.

Nell’ultima parliamo di pallavolo e della squadra che ha segnato la storia di questo sport e di tutto il panorama sportivo italiano e mondiale: la nazionale italiana degli anni ’90, quella passata alla storia come la generazione di fenomeni.

Come sempre, buon ascolto!