Viaggio a Southampton, tra calcio, santi, donne nude e attori porno

Il porto di Southampton

Il porto di Southampton

In questo blog abbiamo raccontato e racconteremo molte storie. Qualcuna commovente, altre edificanti, parecchie strane e curiose. Però ad un santo che diventa attore non ci siamo mai arrivati. Men che meno ad un santo che diventa attore porno…

Frenate un attimo e seguitemi. Si va, come spesso succede, lo ammetto, in Inghilterra. Londra? No, un pò più a sud. La nostra meta è Southampton, nell’Hampshire.

La città si trova in riva al mare, sul golfo del Solent, e ha di fronte la famosa Isola di Wight, quella resa celebre in Italia da una canzone dei Dik Dik che, alla fine della fiera, non era altro che una cover di una canzone inglese, come consuetudine dell’epoca.

Uno dei motivi per cui Southampton è conosciuta è il suo porto. Questo è stato ed è ancora un importante scalo per transatlantici. Fu da questi moli che nel 1912 il Titanic partì per il suo tragico viaggio verso il mito.

Un celebre sotonian

Un celebre sotonian

Da Southampton arrivano un paio di personaggi famosi, conosciuti anche in Italia. Il cantante R&B Craig David è originario della città, così come lo era il regista Ken Russell. Il mio indigeno preferito però è un altro: Alfred Hawthorn Hill. Vi dice niente? No? E se vi dicessi che era dai più conosciuto come Benny Hill e che aveva il vizio, televisivo s’intende, di finire sempre in strampalati inseguimenti?

Ma torniamo un attimo al motivo fondante di questo blog. Se molti di voi conoscono Southampton sono sicuro che sia per la sua squadra di calcio, il Southampton Football Club. Si tratta di una di quelle società inglesi che, pur avendo vinto poco niente nella loro storia, hanno una fortissima forza di attrazione nei confronti degli appasionati di calcio estranei al mondo anglosassone.

I motivi possono essere svariati. Nel nostro caso ha sicuramente aiutato lo stadio, il mitico The Dell, buco angusto e caratteristico, casa dei biancorossi dal 1898 al 2001. 103 anni in cui ha visto tre secoli ed è passato più o meno indenne da tante disavventure. Compreso un bombardamento nazista durante la Seconda Guerra Mondiale. Il 30 novembre del 1940 una bomba tedesca cadde in area di rigore provocando un cratere di 6 metri. Il Southampton fu costretto a giocare in altri stadi per il resto della stagione e in una occasione dovette addirittura cercare ospitalità a Fratton Park, casa dei rivali storici del Portsmouth. Uno smacco difficile da digerire…

The Dell in una veduta aerea

The Dell in una veduta aerea

Un altro motivo che ha contribuito ad aumentare l’appeal nei confronti del Southampton è stato uno dei suoi giocatori più rappresentativi, Matthew Le Tissier, uno degli ultimi eroi romantici del calcio. Le Tissier è nativo di Guernsey, una delle isole principali della Manica, famosa, prima di lui, per essere stata il luogo d’esilio di Victor Hugo tra il 1855 e il 1870. Fu nella sua casa della capitale St. Peter Port che lo scrittore francese portò a compimento la lunga stesura de I Miserabili.

A St. Peter Port Le Tissier nacque, ma fu a Southampton che divenne calciatore di conclamata fama. Rimase lì per più di 15 anni, giocandovi tutta la carriera, rifiutando ripetutamente le offerte che provenivano da squadre più blasonate, diventando una indiscussa e amata bandiera dall’alto dei suoi 209 gol in 540 presenze complessive. Giocando da centrocampista offensivo, mica da prima punta.

La leggenda Matthew Le Tissier

La leggenda Matthew Le Tissier

Uno dei record che lo hanno consacrato riguarda i calci di rigore. Su 48 massime punizioni battute in carriera, Le Tissier ne ha trasformate ben 47. Calcolatrice alla mano, una discreta percentuale di realizzazione.

In Inghilterra il Southampton è conosciuto anche per essere una sorta di Atalanta britannica per quanto riguarda la cura del settore giovanile. Dai campi dove si allenano le squadre dell’Academy sono passati giocatori come Alan Shearer, Mick Channon e, in tempi più recenti, Theo Walcott, Gareth Bale e Alex Oxlade-Chamberlain.

Come potete notare non tutti hanno seguito le orme di Le Tissier e la maggior parte di loro si è affermata nel calcio con addosso una divisa diversa dalla storica maglia biancorossa del Soton (espressione gergale per la squadra e la città, dal quale deriva anche l’aggettivo sotonian per indicare gli abitanti). Tra questi ce n’è uno che è addirittura riuscito a farsi un nome, non solo non indossando quella maglia, ma non indossando proprio nessuna maglia. E nemmeno i pantaloni. E nemmeno le mutande…

Un giovane Gareth Bale ai tempi del Southampton

Un giovane Gareth Bale ai tempi del Southampton

Danny Mountain è nato in Inghilterra il 18 luglio del 1984. Gli piaceva il calcio, ci sapeva fare col pallone e, all’età di 9 anni, riuscì ad entrare nel settore giovanile del Southampton. Il talento non gli mancava. A 12 anni Alan Ball e Geoff Hurst, due campioni del mondo con l’Inghilterra nel 1966, lo videro giocare e gli prospettarono un grande futuro. Alcune squadre di Londra fecero arrivare le loro offerte ma Danny, tifosissimo dei colori per cui giocava, non volle saperne di andar via.

I 16 anni sono un’età cruciale per un giovane calciatore, una sorta di crocevia, un bivio dove spesso si vede quale siano le reali potenzialità del ragazzo. Anche per Danny fu così, ma non come avrebbe sperato. Un tackle assassino gli distrusse un ginocchio e ogni possibilità di diventare un giocatore professionista. Fu costretto ad abbandonare il calcio.

Siccome di qualcosa bisogna pur vivere, finì a fare il carpentiere. Nonostante non fosse un mestiere da sogno, riusciva comunque ad avere un certo successo con le donne. È belloccio e fisicato. E ha doti molto apprezzate…Iniziò a frequentarsi con una ragazza molto bella, quella che noi chiameremmo “una ragazza da copertina”.

Un esempio di terza pagina inglese. Lo so, manca la parte più interessante...

Un esempio di terza pagina inglese. Lo so, manca la parte più interessante…

In Inghilterra usano un’altra espressione, ossia “ragazza da terza pagina” per l’abitudine dei tabloid, lanciata dal Sun a inizio anni ’70, di piazzare foto di femmine scarsamente vestite in quella sezione del giornale. È curioso notare come anche in Italia, tempo fa, avessimo pensato di inserire qualcosa di particolare in terza pagina. Ma da noi si trattava della pagina della cultura, da loro è quella delle donnine nude. Lungi da me sbilanciarmi su quale nazione abbia fatto la scelta migliore…

Torniamo a Danny e alla ragazza molto attraente. Lo era tanto da fare la modella. Il suo agente le propose di provare a fare un provino per un film porno. Lei non era molto per la quale, ma alla fine andò, accompagnata dal nostro. Come succede sempre in questi casi, alla fine venne preso lui e di lei si son perse le tracce.

Danny entrò così nell’industria pornografica e ben presto si trasferì negli Stati Uniti, che in un certo senso stanno al porno come l’Inghilterra sta al calcio. Ha lavorato per tutte le grandi case di produzioni a stelle e strisce: Elegant Angel, Wicked Pictures, Digital Playground, Penthouse, New Sensations, Brazzers e molte altre (non chiedetemi perchè le conosco…). Il tutto non usando mai un nome d’arte, circostanza che nel settore è probabile e ricorrente come quella di trovare una persona sobria in un pub di Dublino il 17 marzo…

Danny Mountain, in versione giovane calciatore e in versione attuale

Danny Mountain, in versione giovane calciatore e in versione attuale

Al giorno d’oggi, Danny Mountain è uno dei più apprezzati performer maschili dell’industria a luci rosse, sia dagli spettatori, che dagli addetti ai lavori. Di sicuro sembrano apprezzarlo molto le sue colleghe…

Bene, starete pensando, ma il santo dell’inizio dell’articolo? Presto detto. Il Southampton è nato sotto l’egidia di una associazione ricreativa ecclesiastica, la St. Mary Church Young Men’s Association. Per questo motivo i suoi calciatori vengono soprannominati Saints, i santi.

Anche Danny Mountain era un santo. Un santo diventato pornoattore.

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