MUSIC PLAYER – Yorkshire e Sudafrica non sono così distanti…

La nostra storia è ambientata qui...

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Se questo blog fosse un blog di viaggi e fosse incline al luogo comune, direi che Leeds è una ridente cittadina nel cuore della regione inglese dello Yorkshire. Ecco, siccome questo spazio non è nè l’una, nè l’altra cosa, posso dirvi che a Leeds c’è il Leeds United. Sì lo so, non è una grande rivelazione, ma essendo questo un blog di sport è già un buon punto di partenza.

Quello che forse non tutti sanno è che questa città è anche tra i primi posti in Inghilterra per popolazione studentesca. Questo ha come diretta conseguenza la presenza di una vita notturna parecchio movimentata, soprattutto per quanto riguarda l’offerta di musica dal vivo. Molti gruppi sono partiti da Leeds alla ricerca di un posto nel mondo della musica. Tempo fa ce n’era uno con un nome abbastanza particolare, preso in prestito, e in parte modificato, da quello di una borgata dello Yorkshire: i Runston Parva, in seguito diventati solo Parva.

Bene, metteteli da parte che ci serviranno più tardi. Torniamo a parlare di sport. Il Leeds United, dicevamo. A Leeds va tantissimo il rugby, sia a 13 che a 15, ma anche il calcio ha il suo seguito e la squadra cittadina è molto amata. Questo è dovuto anche ad un fatto specifico. Tra le città più popolate del Regno Unito, Leeds è forse l’unica, assieme a Newcastle, ad avere una sola importante squadra professionistica.

Il mito dello United nasce nel 1919, ma si consolida a partire dagli anni ’60. La vera svolta avviene nel marzo del 1961. Quel mese venne ingaggiato, in qualità di allenatore, l’uomo che cambiò la storia del club, Don Revie. Sotto la sua direzione, che durò per tredici anni, il Leeds divenne grande non solo in Inghilterra, ma anche in Europa. Il bottino conquistato vede due campionati, una FA Cup, una Coppa di Lega, un Charity Shield e due Coppe delle Fiere, l’antesignana della Coppa UEFA. A tutto questo va aggiunta anche una finale di Coppa dei Campioni persa contro il Bayern Monaco nel 1975, quando però Revie se ne era già andato per allenare l’Inghilterra. Era una squadra ruvida, maschia, ostinata, quanto di più distante possiate pensare dallo stile Barcelona che va di moda oggi. Il suo degno capitano era lo scozzese Billy Bremner. Basso, tozzo, rosso di capelli e vera tortura per qualsiasi centrocampista avversario. Il soprannome che si guadagnò identificava bene il suo stile: Ten Stone of Barbed Wire, più o meno traducibile con “65 kili di filo spinato”.

Finito quel ciclo il Leed visse momenti difficili e dovette aspettare gli anni ’90 per tornare a vivere giorni gloriosi. La squadra era buona, ma divenne ancora più forte quando accolse Eric Cantona. Il francese fu determinante nella conquista del titolo del 1992. Purtroppo la sua permanenza nello Yorkshire fu breve e rapido fu pure il ritorno nei ranghi di quella squadra.

Il capitano. Quello che giocava nei...

Il capitano. Quello che giocava nei…

Alla fine del decennio lo United però riprese quota. Il presidente Peter Ridsdale aveva progetti importanti. Si formò un gruppo di giovani validi che si fecero valere sia in patria che all’estero. Erano gli anni degli australiani Kewell e Viduka, di Rio Ferdinand, di Jonathan Woodgate. Ma non durò molto. La mancata qualificazione in Champions League del 2002 fu l’inizio della fine. Vennero a mancare introiti importanti. I progetti di Ridsdale furono forse un pò troppo azzardati. Le casse del club iniziarono a versare lacrime. Di sicuro aver speso uno sproposito per un acquario di pesci tropicali da mettere in sede non aiutò. Furono venduti i giocatori migliori, la squadra iniziò ad andare male, nel 2004 retrocesse, visse anni difficili, subì penalizzazioni, andò in amministrazione controllata e nel 2007 cadde addirittura in terza serie per tre anni. Solo di recente si è trovata un pò di serenità, con la promozione in Championship del 2010.

Oggi il Leeds sembra stabile in questa categoria e tutti i suoi tifosi sono tornati a guardare avanti con ottimismo. Tra questi ci sono anche i membri dei Parva che, nel frattempo, hanno avuto un percorso musicale con un esito ben diverso da quello della loro squadra. Sono diventati famosi, hanno scalato le classifiche, le loro canzoni si sentono su tutte le radio inglesi.

Vedo che qualcuno di voi ha alzato la mano. Come può essere, vi starete domandando, se sono così conosciuti perchè non li ho mai sentiti nominare?

Domanda lecita. Il loro percorso non è stato lineare. Come sosteneva Nick Hornby in “Febbre a 90°”, il bello del calcio è che tutto si ripete, c’è sempre una nuova stagione che riparte. Lo United è caduto in basso, ma ogni anno si ricomincia, ogni anno si può risalire, qualche anno ci si riesce. Nella musica è diverso, è più difficile fermarsi e ricominciare da capo, avere seconde chance. Però i Parva ce l’hanno fatta. Non trovavano un contratto discografico, non erano soddisfatti della loro musica. Cambiamo, ricominciamo, si sono detti, a partire dal nome. Ne avevano sentito uno tempo prima che non suonava male. Poi, guarda un pò i casi della vita, è anche quello della prima squadra dove ha giocato Lucas Radebe, difensore sudafricano roccioso e solido, che negli anni ’90 è stato a lungo capitano del Leeds e idolo di tutta Leeds. Del loro Leeds e della loro Leeds. Cosa volere di più?

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